Tra meno di un mese, il 6 e il 7 maggio, quasi dieci milioni di cittadini saranno chiamati a scegliere sindaci e consigli comunali di oltre mille comuni italiani. Il 65% degli elettori pensa di recarsi alle urne. Uno su quattro propende per l’astensione, mentre il 10% non ha ancora deciso, pur manifestando molti dubbi in merito. È uno dei dati che emerge dall’indagine realizzata, per la trasmissione Otto e Mezzo (La7), dall’Istituto Demopolis tra gli elettori delle sette città con più di 100mila abitanti interessate dal voto di maggio. L’affluenza alle urne risulta dunque in netta diminuzione, passando dal 71% delle Amministrative del 2007 e dal 76% delle Politiche 2008 all’odierno 65%: più di un elettore su tre sembra intenzionato a restare a casa, anche se molti decideranno – come sempre – all’ultimo momento. Pesa l’insofferenza dei cittadini verso la classe politica, anche se la crescente sfiducia ha investito meno gli attori del governo locale: 4 intervistati su 10 si fidano ancora dei sindaci, mentre appena il 13% ha fiducia nel Parlamento e il 6% nei partiti, sempre più usurati, agli occhi dell’opinione pubblica, dai numerosi casi di corruzione e cattiva gestione dei rimborsi elettorali. Non è un caso che, nel voto per il sindaco e per il Consiglio comunale, il 57% pensi di scegliere un candidato, prescindendo dal partito di appartenenza, mentre appena un terzo appare orientato ad esprimere un voto di partito. Nelle tre più grandi città chiamate al voto, il giudizio dei cittadini sull’operato delle amministrazioni uscenti è molto diverso: se il 58% dei veronesi promuove la giunta di Flavio Tosi, si riduce al 43% il giudizio positivo dei genovesi sul sindaco uscente Marta Vincenzi, penalizzata dalla gestione dell’alluvione dei mesi scorsi. Totale, con oltre l’80% di valutazioni negative, risulta invece la bocciatura per Diego Cammarata, l’ex sindaco Pdl di Palermo, città oggi commissariata in attesa del voto. (Red – 11 apr)
