(13 apr) “Vivo lontano dall’Italia da più di tre anni. Ho passato prima un anno in Francia, a Marsiglia, per lavorare alla mia tesi specialistica e poi, meno di un mese dopo aver discusso la tesi a Napoli, sono partita per il Brasile: destinazione Rio De Janeiro. Tre mesi più tardi sono rientrata in Italia ma solo per preparare documenti e bagagli. Avevo fatto una scelta e ne ero più che convinta”. A parlare è una giovane biotecnologa campana, Anna De Falco, in Brasile da poco più di un anno e mezzo: “Sto seguendo – racconta entusiasta – un master in tossicologia ambientale con un progetto sull’analisi genetica di batteri brasiliani resistenti al mercurio”. Anna, 28 anni, con in tasca una laurea specialistica in biotecnologie molecolari e ambientali conseguita all’Università Federico II, racconta così come vive oggi un giovane italiano all’estero: “Le difficoltà non mancano. Certo è difficile vivere lontano dagli amici e dalla famiglia ma sono felice della mia vita”. Soddisfatta delle sue scelte e convinta del suo percorso, Anna fa parte di quella generazione di giovani talenti che all’estero ha trovato un “giusto equilibrio”, soddisfazioni, anche una stabilità affettiva e che oggi come oggi, non crede che tornerà in Italia: “Non penso di tornare nel mio Paese, almeno per il momento, perché non ho nessun tipo di futuro lavorativo in Italia”. “L’unica cosa che non mi piace tanto – racconta la giovana campana – è il ‘concetto’ che qui si ha degli italiani: gridano, litigano, gesticolano troppo e dicono barzellette. Diciamo che in molte situazioni sono stata presa poco sul serio per il fatto di essere Italiana anche se in questo Paese si ha un estremo rispetto (direi ammirazione) per tutto ciò che viene dall’Europa”. (Gil)
