(13 apr) – Rieccoli in Europa. La nota coppia italiana di videoartisti Eva e Franco Mattes, conosciuti nel web come 0100101110101101.org, dopo una lunga parentesi americana tornano a fare capolino nel vecchio continente. Lo fanno con una mostra alla galleria Carrol-Fletcher di Londra che si apre oggi e che rimarrà aperta al pubblico fino al 18 maggio. “Anonymous, untitled, dimensions variable”, questo il titolo della mostra, è una “cacofonia convincente di fatti e finzioni”, come si legge nella presentazione, che ripercorre le “sovversive” azioni realizzate dal duo negli ultimi anni. In mostra, tra l’altro, le due contestate opere del 2010: “Stolen In Pieces” e “No Fun”. La prima presenta frammenti rubati ad opere d’arte di Jeff Koons, Claes Oldenburg, Joseph Beuys e Marcel Duchamp in diversi musei del mondo a metà anni ’90 (quando i Mattes erano poco più che ventenni), meritandosi quindi la fama di “Bonnie e Clyde dell’arte contemporanea”. Furti ora andati in prescrizione tra cui figurano anche quelli di frammenti di opere di Andy Warhol, Wassily Kandinsky e Robert Rauschenberg. “No Fun” documenta invece il suicidio simulato da Franco Mattes su una celebre chat room pubblica, accompagnato dalle reazioni del pubblico. Il video è stato censurato da Youtube poche ore dopo la pubblicazione. E ancora: in Freedom (2010), Eva Mattes ha realizzato una performance in un videogioco di guerra realizzando un violento confronto con gli altri giocatori on-line. Anche My Generation (2010) è una raccolta di violente clip online di giocatori di videogiochi. The Others (2011) è la proiezione a flusso continuo di diapositive di 10.000 fotografie “rubate” dai profili di Facebook. Catt è una scultura realizzata nel 2010 dal duo e basata su un meme internet (una immagine collage che acquista significato specifico quando si diffonde online), raffigurante un gatto imbalsamato all’interno di un gabbia sulla cima del quale è seduto un canarino giallo. (red)
