Inizia oggi a Roma (Sant’Ivo alla Sapienza, sala Alessandrina, corso del Rinascimento, 40) la mostra che mira a ripercorrere la storia d’Italia attraverso i libri. “1861-2011. L’Italia dei Libri” rimarrà aperta fino al 15 maggio. L’esposizione ha debuttato dal 12 al 16 maggio 2011 a Torino nell’ambito del 24esimo Salone, ed è stata successivamente riallestita alla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, a Bari, Firenze, Palermo, l’aeroporto di Torino Caselle, l’istituto italiano di cultura di Budapest, e conclude il suo tour con la tappa nella capitale. La mostra racconta centocinquant’anni di storia unitaria letti attraverso la lente del libro. Nata da un’idea di Rolando Picchioni, è prodotta dalla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura ed è realizzata con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Comitato Italia 150. Curatore scientifico è Gian Arturo Ferrari, presidente del Centro per il Libro e la Lettura. Con lui hanno lavorato un comitato scientifico e un comitato esecutivo formati da studiosi, esperti, esponenti delle istituzioni culturali nazionali e del mondo dell’editoria, che hanno curato la scelta delle opere, degli autori e la loro presentazione. L’allestimento all’Archivio di Stato di Roma propone un percorso attraverso i 15 superlibri e i 15 personaggi. Per ognuno dei 15 superlibri (tra i quali compaiono “Le confessioni di un ottuagenario” di Ippolito Nievo, “Cuore” di Edmondo De Amicis, per passare da “Il barone rampante” di Calvino fino a “Gomorra” di Saviano) vengono riportati dati sull’autore, la prima edizione, una pagina significativa, uno o più giudizi critici particolarmente acuti. Sia positivi sia, a volte, negativi. E poi dati sulla fortuna, sia commerciale sia relativa alla diffusione internazionale. Infine ogni superlibro è corredato da uno o più oggetti simbolici, icone di immediato richiamo. Nei 15 personaggi (tra gli altri, Francesco De Sanctis, Giosuè Carducci, Benedetto Croce, Giovanni Gentile, Antonio Gramsci, Leo Longanesi, Cesare Pavese, Indro Montanelli, Oriana Fallaci) ci sono autori che hanno consegnato sé stessi a un solo grande libro, l’opera d’arte di una vita. E ci sono personaggi che non è possibile sintetizzare in un unico capolavoro. (naf – 23 apr)
