Pechino – La quota della produzione agroalimentare made in Italy destinata all’estero ha raggiunto per la prima volta una percentuale record del 20 per cento per effetto congiunto della crescita delle esportazioni del 7 per cento e della stagnazione dei consumi interni che sono calati in quantità del 2 per cento. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione dell’apertura del Cibus, il salone internazionale dell’alimentazione, sulla base dei dati Ismea relativi al primo bimestre del 2012. In Cina è stato lo spumante italiano a far registrare il maggior aumento della domanda con il consumo che è più che triplicato (+235%) nel 2011 anche grazie alla presenza di almeno 2,7 milioni di persone con un patrimonio personale netto di oltre 6 milioni di yuan (oltre 600 mila euro) che apprezzano il cibo italiano. Va segnalato però anche il boom del vino italiano con una crescita del 65%. Complessivamente il valore delle spedizioni all’estero dei prodotti agroalimentari made in Italy – sottolinea la Coldiretti – ha oltrepassato per la prima volta lo scorso anno i 30 miliardi, un importo superiore alla voce autovetture, rimorchi e semirimorchi ferma a 25 miliardi. A crescere all’estero nel 2011 – sottolinea Coldiretti – sono stati i settori più tradizionali del made in Italy come i formaggi, a partire da grana e parmigiano reggiano che sono i più esportati con una crescita del 21% ma anche il vino (+12%), l’olio di oliva (+9%), la pasta (+8%), i prodotti da forno (+7%) e di salumeria (+7%). (9colonne)
