(11 mag) – Quando vent’anni fa il Lanificio F.lli Cerruti arrivò in Cina, la difficoltà maggiore fu trovare clienti che potessero permettersi la gamma di costosi tessuti maschili prodotti dall’azienda di Biella. Con gli anni, ma soprattutto con il crescente interesse cinese per i tessuti high-end, il problema è stato definitivamente superato.
“Negli ultimi cinque, sei anni, il numero di consumatori cinesi che stanno apprezzando la qualità dei tessuti italiani è stato in costante crescita”, dice Daniele Sanzeni, amministratore delegato di Cerruti, durante una recente visita a Pechino.
“Per molti produttori di abbigliamento cinesi, il design e i tessuti italiani costituiscono un valore aggiunto alle loro creazioni. E mi riferisco anche solamente a dettagli come il risvolto di una tasca o la cucitura della manica.”
Il Lanificio Cerruti fa parte del crescente numero di produttori tessili italiani che ha puntato forte sulla Cina, grazie alla crescente volontà delle imprese tessili locali di stabilire una presenza nel mercato di fascia alta. La casa di moda italiana ha una lunga esperienza nel mercato cinese, dove era conosciuta per i suoi abiti di lana. Ora opera esclusivamente nella fornitura tessile per designer, rivenditori e produttori, tra cui Delure, Porti e Baoxiniao, nomi molto conosciuti nel mercato asiatico. Molti produttori di abbigliamento cinesi, in precedenza erano impegnati nella produzione conto terzi per le esportazioni, hanno negli ultimi anni creato i propri marchi, spesso adottando nomi dal “sapore” italiano e importando materiali dal Belpaese per utilizzare la loro esperienza mercato di fascia alta.
Il fatturato del Lanificio F.lli Cerruti in Cina testimonia la bontà dell’investimento: solo lo scorso si è registrato un incremento nel giro d’affari del 20%, a fronte di una crescita nei mercati europei del 10%. (Red)
