(24 mag) Si è aperta a San Paolo “Bio Brazil”: l’ottava edizione della fiera Internazionale dei prodotti biologici, punto di riferimento per il settore nell’area del Sud America. L’ attenzione da parte degli operatori pubblici e privati verso la produzione biologica si è sviluppata negli ultimi anni anche grazie alla politica di partenariato del ministero dello Sviluppo economico che ha concluso con Federbio nel 2009 uno specifico accordo di settore, volto a favorire la conoscenza delle qualità dei prodotti biologici e delle capacità di offerta italiana nei mercati esteri, grazie al quale Ice e Federbio hanno svolto negli ultimi due anni un intenso programma di attività promozionali su diversi mercati, tra i quali il Brasile. Grazie a questa collaborazione l’Italia è presente al Bio Brazil con nove aziende: Agricola Belvedere Sac, Azienda Vitivinicola Biologica Zuffa, Igfe Food Srl, Progeo Società Cooperativa Agricola, Rispoli Luigi & C., Società Agraria La Raia s.s., Terra Musa di Moreno Musaragno, Terra Sana Abruzzo e The Bridge Srl. Secondo il rapporto The World of Organic Agriculture 2012 (Fibl e Ifoam) sono 160 i Paesi del mondo in cui si coltiva secondo il metodo biologico e la superficie agricola totale consacrata al bio è di 37 milioni di ettari. In Europa sono coltivati con metodo biologico 10 milioni di ettari, ovvero il 2,1% della superficie agricola totale. L’ Italia, con 1,11 milioni di ettari investiti nelle coltivazioni biologiche, è il secondo paese produttore, preceduta dalla Spagna e seguita dalla Germania. Ice e Federbio, oltre alle quattro giornate in fiera, organizzeranno, per le aziende presenti, un seminario sulle problematiche e le prospettive dello sviluppo della commercializzazione dei prodotti biologici italiani in Brasile alla luce della nuova normativa brasiliana in materia di certificazione biologica; un incontro con i rappresentanti di Mapa (ministero Agricoltura brasiliano), Mda (ministero dello Sviluppo agricolo brasiliano) e operatori brasiliani con l’ obiettivo di affrontare le problematiche della certificazione dei prodotti biologici tra Europa e Brasile e trovare percorsi di armonizzazione e snellimento delle procedure. (red)
