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A Roma il Fringe Festival, vetrina del Teatro Off

it@withub.it by it@withub.it
3 Giugno 2012
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A ROMA IL FRINGE FESTIVAL UNA GRANDE VETRINA DEL TEATRO OFF  
Sotto il patronato del comune di Roma III municipio, dal 23 giugno al 13 luglio, all’interno di Villa Mercede nello storico quartiere di San Lorenzo, ci sarà la prima rassegna estiva italiana interamente dedicata al Teatro Off, il Roma Fringe Festival. Il Fringe (letteralmente “frangia”, concettualmente “periferia”) è nato nel 1947 ad Edimburgo quando otto compagnie teatrali scartate dal FEI, il Festival Internazionale di Edimburgo, decisero di andare comunque in scena e di dar vita a un festival di spettacoli autoprodotti e autofinanziati senza rendere conto a istituzioni, sovvenzioni, influenze di vario genere e divieti artistici di stili, forme, culture e religioni. L’unica dipendenza delle compagnie doveva essere quella verso il loro pubblico. E’ nato così il primo festival teatrale indipendente dagli anni settanta si è sviluppato in tutto il mondo in modo autonomo. A Roma, all’interno di un’area di 4000 mq si potrà scegliere tra innumerevoli proposte teatrali, dai monologhi comici alla danza, dai drammi introspettivi alle commedie. All’interno di quest’area, un vero e proprio villaggio del teatro, troverà luogo anche l’attività della biblioteca, l’attività di artigianato e di intrattenimento per i bambini. Ogni giorno 9 spettacoli si alterneranno con musica, incontri, workshop e presentazioni. Ospiti del Roma Fringe Festival saranno 54 compagnie di Teatro Off, 4 big, 30 stand culturali e di artigianato italiano ed etnico e case editrici per presentazioni di libri e altro. Il tutto con un occhio particolare alle iniziative proposte da giovani imprenditori. L’ingresso al parco sarà libero e la visione di un singolo spettacolo avrà un costo di 5 euro. (Cma)

AL TEATRO BIBLIOTECA DEL QUARTICCIOLO VA IN SCENA LA PACE
Il 13 e il 14 giugno al Teatro Biblioteca del Quarticciolo di Roma andrà in scena La Pace, spettacolo tratto dalla famosa e sempre attuale commedia di Aristofane. La Pace è il risultato di un laboratorio teatrale durato un anno che ha coinvolto universitari e neo-laureati di scienze umanistiche, adulti e giovani con disabilità seguiti dalla A.S.L. RM B del Distretto II, con l’apporto tecnico del Municipio Roma VII, su progetto approvato dall’Assessorato alle Politiche Sociali e Promozione della Salute del Comune di Roma.  Finalità del laboratorio teatrale,  guidato da Roberto Baldassari che firma anche la regia dello spettacolo, è la crescita emotiva, cognitiva e relazionale di ciascun componente raggiunta attraverso un lungo lavoro che ha come punto di arrivo la messa in scena di un’opera teatrale. Questo spettacolo, dunque, rappresenta non solo la messa in scena del testo, ma è contenitore delle emozioni e dei diversi vissuti del singolo e del gruppo, scandagliati e agiti nel corso del laboratorio. Lo spettacolo costituisce cioè una “sfida” professionale, con un valore sociale aggiunto. La Pace si articola in un atto unico; le scene si snodano attraverso quadri con forti suggestioni visive e sonore, grazie all’apporto del musicista-compositore Tullio Visioli e della scenografa-costumista Daniele Sulewic. In scena, assieme agli attori faranno da coro i partecipanti di “Voc’in coro” (realtà consolidata e conosciuta nel Municipio Roma VII, nel quale si è esibito varie volte), le cui sonorità vocali ricreeranno atmosfere di magico di magie e poesia. (Cma)

CON IL DON GIOVANNI SI INAUGURA LA NUOVA STAGIONE LIRICA DI VERONA
La novantesima edizione del Festival lirico dell’Arena di Verona, partirà il 22 giugno con un nuovo allestimento della fondazione Arena di Verona del Don Giovanni di Mozart, diretto da Franco Zeffirelli. Ad alternarsi nell’interpretazione delle giocose avventure del Don Giovanni saranno l’italiano, originario di Pescara, Ildebrando D’Arcangelo e l’uruguaiano Erwin Schrott. Lo spettacolo, diviso in due atti inizia con Don Giovanni, che furtivamente si introduce nelle stanze di Donna Anna, mentre Leporello monta la guardia imprecando contro il proprio destino di servo. Improvvisamente si sente un grido: è Donna Anna che ha resistito al seduttore e cerca di riconoscerlo; appena arriva il padre di lei con la spada sguainata, Don Giovanni lo uccide e fugge con Leporello, mentre il sopraggiunto Don Ottavio giura alla fidanzata Donna Anna che il seduttore verrà scoperto e il delitto non resterà impunito. Da questa partenza prendono il via le innumerevoli avventure del celebre seduttore. Il Don Giovanni sarà rappresentato il 22 e il 29 giugno e il 6, 12, 18 e 25 luglio. A dirigere l’orchestra sarà Daniel Oren, il Direttore Artistico del Teatro Verdi di Salerno. (Cma)

A ROMA SE IL TEMPO FOSSE UN GAMBERO LA COMMEDIA MUSICALE DI GARINEI E GIOVANNINI
Cosa fareste se si potesse tornare indietro nel tempo e correggere un episodio della propria vita? E’ da queste premesse che prende il via la commedia musicale di Garinei e Giovannini “Se il tempo fosse un gambero”. Adelina, un’arzilla vecchietta alla soglia dei cento anni, nubile e con la coscienza pulita, esprime il desiderio di poter vendere la sua anima al diavolo pur di tornare indietro nel tempo e riparare ad un errore commesso in gioventù: aver detto di no alla proposta di matrimonio di un principe. Detto fatto, il diavolo in persona la raggiunge e sotto gli ordini del Maligno, il capo di tutti i diavoli, decide di riportare Adelina nel 1928. Così Adelina si trova ringiovanita e catapultata in Campo de’ Fiori ottanta anni prima, completamente immemore della sua vita “futura”. Ma non può essere tutto così semplice. Sia il diavolo che Adelina, infatti, non prevedono che al cuore non si comanda. Si può dire, senza paura di esagerare, che in questo spettacolo è racchiuso tutto: amore e odio, povertà e ricchezza, castità e lussuria, risate e lacrime, popolo e borghesia e uno sviscerato e dichiarato amore per la città eterna, Roma, e le sue credenze. Alle volte esasperate, ma sempre presentate con ironia e passione. Il tutto condito dalle meravigliose musiche di Armando Trovajoli. Se il tempo fosse un gambero non è solo un’allegra opera teatrale, ma è anche un invito a riflettere sul trascorrere del tempo e lo fa in un’ottica positiva ed ottimista, dimostrando come anche dopo tanti anni ci si possa amare ed essere vicini. A Roma al Teatro Tor Bella Monaca il 5 e il 6 giugno. (Cma)

ALLA SCALA DI MILANO PETER GRIMES DI BENJIAMIN BRITTEN
Dopo il grande successo di Death in Venice della scorsa stagione, quest’anno il Teatro della Scala di Milano ha inserito nel programma Peter Grimes, l’opera più popolare dal compositore britannico Benjamin Britten.  Vista solo due volte alla Scala (nel 1975 e nel 2000), dal 19 maggio è in scena, per la prima volta con una nuova produzione firmata dal regista inglese Richard Jones, di cui il pubblico ricorda la straordinaria Ledi Makbet Mcenskogo uezda di Šostakovič. John Graham-Hall, già straordinario protagonista in Death in Venice, vestirà i panni del protagonista Peter Grimes, impetuoso pescatore che sfrutta i ragazzini dell’orfanatrofio come suoi aiutanti. La misteriosa vicenda è ambientata in un piccolo villaggio di pescatori sulla costa orientale dell’Inghilterra, durante la prima metà dell’800. Il giovanissimo Robin Ticciati, Principal Conductor della Scottish Chamber Orchestra, dirige per la prima volta un’opera alla Scala. L’opera è divisa in tre atti più un prologo su libretto di Montagu Slater, dal poema The Borough (Il villaggio) di George Crabbeed. E’ cantata in inglese con videolibretti in italiano ed inglese. Prossimi appuntamenti, 5 e il 7 giugno. (Cma)

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