Horsens – “L’agricoltore è il primo difensore dell’ambiente e non un avversario o un elemento dannoso. La prima politica ambientale che dobbiamo perseguire è proprio quella di mantenere l’agricoltore sul territorio e per farlo dobbiamo assicurare una redditività adeguata all’impresa agricola”. Con queste parole il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, è intervenuto ieri al Consiglio informale che si è tenuto a Horsens, in Danimarca, sul primo tema proposto ‘La green economy è un’opportunità per l’agricoltura?’. Il Consiglio, presieduto dai danesi, presentava una formula innovativa quanto originale, che ha consentito ai ministri dei 27 Paesi dell’Ue di confrontarsi in modo serrato, dando vita a un dibattito molto vivo e animato dal giovane giornalista Clement Kjersgaard della televisione danese. Sono emersi temi importanti ed anche qualche novità, come per esempio la rivendicazione della questione della qualità da parte di alcuni Paesi del Nord Europa che tradizionalmente non considerano questo tema particolarmente importante. Altro punto su cui ha insistito Catania è stato l’unicità che contraddistingue l’agricoltura rispetto agli altri settori dell’economia rispondendo alla provocazione del giornalista-moderatore che chiedeva che senso avesse destinare fondi europei al settore primario in un momento di forte crisi e non ad altri settori più moderni e innovativi. ”Innanzitutto – ha proseguito il Ministro – non è vero che l’agricoltura è l’unico settore che riceve sostegno; a livello nazionale gli Stati sono intervenuti ed intervengono con aiuti anche sugli altri settori. Questo è un luogo comune che forse vale la pena di sfatare: dobbiamo avere ben presente la peculiarità e le diversità del settore rispetto a tutti gli altri. Si tratta di qualcosa che ha a che fare profondamente con le nostre identità, una risorsa troppo strategica per metterla a confronto di altre”, ha continuato il Ministro. “Anche la convinzione che troveremo sempre cibo a buon mercato da acquistare al di fuori dei nostri confini forse non è del tutto fondata. Dovremmo anzi impegnarci per non perdere il nostro potenziale agricolo, come stiamo facendo anche attraverso il progressivo consumo del suolo cui abbiamo sottoposto i nostri Paesi. Un’altra questione che ritengo centrale è la tracciabilità e la qualità dei nostri prodotti che devono essere noti e riconoscibili dai consumatori”, ha commentato il Ministro. A margine del Consiglio sulla possibilità di un mancato accordo sulla riforma della Pac che penalizzi gli agricoltori, Catania ha detto: “Mi rifiuto di pensare che gli agricoltori possano pagare per le vischiosità del negoziato comunitario. Questo non avverrà: o avremo la riforma nei tempi previsti, e c’è ancora lo spazio, oppure ci saranno misure che salvaguarderanno gli agricoltori”. (9colonne)
