Con 847 imprese nel settore (pari all’8,1% del totale nazionale, secondo posto assoluto in Italia), Milano conferma la sua tradizione musicale: il settore legato alla musica cresce in un anno del 3,9%, contro una media italiana del +0,3%. Ma è in generale l’intera regione a trainare il comparto, con un peso del 18,5% sul totale italiano, meglio di Lazio (12,2%) ed Emilia-Romagna (8,3%). Le imprese lombarde legate al music business sono oltre 1.900, in prevalenza attività di registrazione sonora e di editoria musicale (22,9%), sale da ballo (21,6%) e fabbriche di strumenti musicali (16,6%). È quanto emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati registro imprese al quarto trimestre 2011 e 2010 relativi alle sedi di impresa attive. Con il 44% del totale lombardo, è la provincia di Milano a primeggiare per densità di imprese “musicali”, davanti a Cremona (10,8%) e Brescia (10,2%). Grazie alle 167 imprese specializzate però, proprio la patria dello Stradivari rappresenta di gran lunga il primo centro in Italia per la produzione strumentistica: la città dei violini, infatti, vale da sola il tessuto produttivo delle sue immediate inseguitrici a livello nazionale, Ancona (seconda con 90 imprese) e Milano (terza con 60). Sono 10.419 le imprese legate al mondo della musica in Italia. Prime le sale da ballo (2.776, 26,6% del settore), poi le imprese di programmazione e trasmissione radiotelevisiva (2.147, il 20,6%) cui seguono le attività di incisione e di editoria musicale (1.743, 16,7%) e i negozi specializzati nella vendita di strumenti musicali e spartiti (1.196, 11,5%). C’è poi chi ha attivato corsi di danza (663 scuole specializzate in Italia, il 6,4% dell’impresa musicale italiana) e imprenditori dediti alla gestione esclusiva di teatri, sale da concerto e altre strutture artistiche (434, 4,2% del totale). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati registro imprese al quarto trimestre 2011 e 2010 relativi alle sedi di impresa attive. (Red – 7 giu)
