Il Senato ha approvato con 212 voti a favore, 11 contrari e 27 astenuti l’articolo 1 (bocciando tutti gli emendamenti) del testo unificato sulle riforme costituzionali, così come licenziato dalla prima commissione, che taglia il numero dei deputati. A votare a favore sono stati i senatori di Pdl, Pd, Udc, Idv, Coesione nazionale e Terzo polo Api-Fli, contrari solo i radicali, astenuti quelli della Lega nord. In dissenso dal proprio gruppo hanno votato per il no al taglio i senatori Luigi Li Gotti (Idv) e Mario Baldassarri (Fli). Nell’articolo si prevede la riduzione del numero dei deputati dagli attuali 630 (dei quali dodici eletti all’estero) a 508 (di cui otto all’estero) e si modifica anche l’età in cui si potrà essere eletti a Montecitorio: basteranno 21 anni mentre oggi ne occorrono 25. I tempi delle dichiarazioni di voto sui singoli emendamenti sono stati contingentati dalla presidenza (è stato concesso un solo minuto al posto dei canonici cinque), per consentire di arrivare al voto finale nella seduta odierna. Scelta contestata da chi, come i radicali, erano contrari a questa riduzione e hanno denunciato la compressione del dibattito al solo scopo di fornire ai quotidiani di domani di titolare sulla ‘diminuzione dei parlamentari’. Ma anche il senatore della Lega nord Roberto Castelli, favorevole alla riduzione, si è lamentato di questa scelta (che rientra tuttavia nelle facoltà del presidente del Senato) e ha commentato in maniera sarcastica: “Se dobbiamo approvare una riduzione dei parlamentari purchessia – ha detto Castelli – allora approviamo un emendamento e mettiamo in Parlamento direttamente i direttori dei giornali”. (Pif – 21 giu)
