Washington – Non si interrompe la marcia della pietra made in Italy alla conquista dei mercati stranieri. Nonostante la crisi, il marmo italiano è sempre più protagonista nei settori del building, del contract e dell’interior design, dagli Stati Uniti all’Europa, passando per Nord Africa, Russia e Medio Oriente. Lo confermano i dati rielaborati dall’Osservatorio di Marmomacc su base Istat: nel primo trimestre del 2012, l’export tricolore di prodotti lapidei grezzi, finiti e semilavorati ha toccato i 353,8 milioni di euro, con un balzo in avanti del 7,9 per cento rispetto allo stesso periodo del 2011, quando il controvalore si era fermato a 327,8 milioni di euro. Numeri che sono il miglior viatico possibile per la 47.ma edizione di Marmomacc, la più importante manifestazione internazionale sulla pietra naturale e sulle tecnologie di lavorazione, in programma alla Fiera di Verona dal 26 al 29 settembre. Ancora una volta il design e la cultura del prodotto italiano rappresentano la carta vincente all’estero: l’export di materiali lavorati e semilavorati, infatti, fa la parte del leone con 279 milioni di euro contro i 257,5 milioni di euro del 2011, in crescita dell’8,6 per cento. L’Europa resta ancora il mercato di riferimento: le esportazioni verso gli altri partner europei hanno raggiunto nel primo trimestre i 130,5 milioni di euro, con un aumento del 2,6 per cento. Germania e Svizzera continuano ad apprezzare la pietra italiana, con importazioni pari a 32,8 milioni di euro e 20,4 milioni di euro, in crescita rispettivamente del 14,9 per cento e del 15,7 per cento. Oltreoceano, spiccano le esportazioni negli Stati Uniti, salite del 17,2 per cento a 50 milioni di euro, mentre ad est, si impone la Russia, verso cui l’export è aumentato da 7,3 a 8,2 milioni di euro (+12%). Tra i mercati emergenti si fa notare l’area del Medio Oriente (38,9 milioni di euro; +15,8%), con il record di Arabia Saudita (22 milioni di euro; +64,2%) che si colloca così al terzo posto assoluto, dopo Stati Uniti e Germania. Accennano una timida ripresa (+1,7%) anche le esportazioni italiane verso i Paesi del Nord Africa, in attesa della definitiva stabilizzazione politica dopo i disordini legati alla Primavera Araba, alla guerra in Libia e alla fine del regime egiziano. A guidare la risalita è il Marocco verso cui l’export è cresciuto fino a 5,7 milioni (+12,9%), sospinto dalla rinascita urbanistica di Casablanca. (9colonne)
