Nairobi, 2 lug – Gli attacchi alla comunità cristiana di Garissa, che ieri hanno fatto 20 morti, fanno davvero paura. Tanta. Nella comunità cristiana keniota dilaga il terrore e anche gli italiani residenti in Kenya temono che l’effetto Somalia possa causare altri morti, altre tragedie, altri attacchi. In Kenya, infatti, sono tanti gli uffici attivi collegati a grosse aziende italiane: da Fiat a Italtel, da Selex a Vitrociset, senza contare gli italiani che vivono lì per ragioni di fede o perché imprenditori nel campo del turismo. “Le bombe nelle chiese purtroppo sono un fenomeno scontato – ha spiegato padre Giulio Albenese, direttore di Popoli e missione, la prima rivista dei missionari della Conferenza episcopale, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera –. Il Kenya intervenne nell’ottobre 2011 con suoi militari in Somalia è gli shabab promisero rappresaglie”. (red)
