Nel 2010 il 68,7% delle separazioni e il 58,5% dei divorzi hanno riguardato coppie con figli. Lo rende noto l’Istat, rilevando che i figli coinvolti nella crisi coniugale dei propri genitori sono stati 103.478 nelle separazioni e 49.853 nei divorzi. La metà (49,4%) delle separazioni e un terzo (33,1%) dei divorzi riguardano matrimoni con almeno un figlio minore di 18 anni. Il numero di figli minori che sono stati affidati nel 2010 è stato pari a 65.427 nelle separazioni e a 23.545 nei divorzi. Nelle separazioni, il 56,7% dei figli affidati ha meno di 11 anni. In caso di divorzio i figli sono generalmente più grandi: la quota di quelli al di sotto degli 11 anni scende al 34% del totale. Per quanto riguarda il tipo di affidamento sia nelle separazioni che nei divorzi, negli ultimi anni si è verificata una netta inversione di tendenza. Infatti, con l’entrata in vigore della Legge 54/2006, è stato introdotto, come modalità ordinaria, l’istituto dell’affido condiviso dei figli minori tra i due coniugi. Secondo la nuova legge entrambi i genitori ex-coniugi conservano la potestà genitoriale (che prima spettava esclusivamente al genitore affidatario) e devono provvedere al sostentamento economico dei figli in misura proporzionale al reddito. Gli effetti di questa nuova legislazione sono visibili osservando l’andamento nel tempo delle quote corrispondenti alle differenti modalità di affidamento. I dati sul tipo di affidamento adottato permettono, quindi, di monitorare l’effetto dell’introduzione della nuova legge, la quale ha avuto conseguenze evidenti sia nelle separazioni sia nei divorzi, poiché la nuova modalità è diventata la regola e non più l’eccezione. Fino al 2005, l’affidamento esclusivo dei figli minori alla madre è stata la tipologia ampiamente prevalente. Nel 2005, i figli minori sono stati affidati alla madre nell’80,7% delle separazioni e nell’82,7% dei divorzi, con percentuali più elevate nel Mezzogiorno rispetto al resto del Paese. La custodia esclusivamente paterna si è mostrata residuale anche rispetto all’affidamento congiunto o alternato, risultando pari al 3,4% nelle separazioni e al 5,1% nei divorzi. (Red – 12 lug)
