Roma, 20 lug – “Ho seguito attentamente il lavoro degli organi dello Stato che con professionalità e impegno si sono prodigati per la liberazione della nostra connazionale. Li ringrazio per questo ulteriore successo che l`Italia può segnare nella lotta contro il terrorismo internazionale, rafforzando il sentimento di sicurezza che l’appartenenza alla comunità nazionale assicura agli italiani che operano nel mondo”. Lo dice, in una intervista al Secolo d’Italia, l’ex sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica circa la liberazione di Rossella Urru. Per Mantica però non si tratta di un successo italiano. “Quello che so è che Tindouf, dove sono stati rapiti i cooperanti, è un campo nell’estremo ovest dell`Algeria, proprio al confine con il Sahara spagnolo, dove ci sono i saharawi, indipendentisti la cui posizione è stata sposata dagli spagnoli in chiave anti-francese, il cui governo invece appoggia il Marocco con il quale il Fronte Polisario è in guerra da decenni. Due dei tre rapiti erano spagnoli, per cui tutto il lavoro l`ha svolto l`intelligence spagnola, grazie anche alla conoscenza perfetta dei luoghi, delle dinamiche e delle situazioni. Noi in quella regione siamo praticamente sconosciuti”.
