(21 ago) – “L’inizio del ‘tunnel’ coincide con un evento raro nel vissuto, che in quanto tale smorza le naturali barriere psichiche dell’individuo e innesca il consumo di ‘sostanze’. Diversamente da quanto si crede, invece, l’indice economico, cioè la disponibilità per l’acquisto delle sostanze, ha un ruolo molto meno incidente e, nel caso, solo agli inizi”. Sull’ultimo numero della rivista internazionale “Scientific Reports”, dedicata alle scienze interdisciplinari che fa capo a “Nature”, Luciano Pietronero, direttore dell’Istituto dei sistemi complessi del Consiglio nazionale delle ricerche (Isc-Cnr) di Roma, descrive insieme a Riccardo Di Clemente, dottorando all’Imt di Lucca, lo sviluppo di un nuovo modello finalizzato a controllare e prevenire il fenomeno della tossicodipendenza. Il lavoro rientra nella partecipazione al progetto nazionale “Prevo-Lab”, diretto da Riccardo Gatti della Asl Milano, che si prefigge come obiettivo l’analisi e il monitoraggio di tale fenomeno in Italia. “L’ambizione è quella di sviluppare una descrizione quantitativa del comportamento umano, che rappresenta certamente uno dei principali obiettivi della scienza della complessità”, spiega Pietronero. “Il metodo è ispirato ai cosiddetti ‘modelli ad agenti’ della Fisica statistica, in cui vengono fissati dei parametri oggettivi, ma è in grado di estrapolare il ‘sommerso’ dei comportamenti focalizzando l’attenzione sugli aspetti accessibili ed essenziali della vita delle persone, cioè su alcuni parametri dedotti dall’osservazione empirica del reale”. Le informazioni per quanto concerne le dipendenze sono notevolmente variabili – dalle cartelle cliniche dei ricoveri in ospedale a quelle su come la problematica ha avuto inizio – eterogenee e segnate da grandi fluttuazioni, poiché legate al vissuto individuale. “Stabilizzando alcuni parametri”, prosegue Pietronero, “è però possibile estrapolare anche le caratteristiche con minore informazione oggettiva”. “Poter seguire ciascuna storia personale confrontandola con i dati medici significa anche aiutare a pianificare l’azione di prevenzione e controllo. Il modello permette infatti di analizzare in modo virtuale la risposta del fenomeno a diverse politiche: pertanto l’auspicio è che il modello sia implementato in uno specifico network sociale”. (Caf)
