(30 ago) – Secondo uno studio del Congressional Research Service, il centro ricerca del Congresso americano, negli Usa l’industria delle armi ha fatturato l’anno scorso 66,3 miliardi di dollari, quasi il 78% del totale di un mercato valutato globalmente 85,3 miliardi di dollari nel 2011. Al secondo posto tra i maggiori venditori nel mondo c’è la Russia, con 4,8 miliardi. A darne conto nei giorni scorsi il New York Times, che scrive di “un aumento straordinario” rispetto ai 21,4 miliardi del 2010. Il precedente record era stato fissato nel 2009, quando le vendite erano arrivate quasi a 31 miliardi di dollari. Le cronache negli Usa intanto fanno registrare anche un aumento degli acquisti interni. A fianco alla vendita legale cresce infatti la vendita ‘senza regole’ via internet ma non solo. Per quanto riguarda l’export gli Usa hanno tra i maggiori mercati quelli mediorientali. I Paesi del Golfo sono primi nella lista con la sola Arabia Saudita che avrebbe speso l’anno scorso 33,4 miliardi di dollari. Anche Gli Emirati Arabi Uniti hanno però staccato un assegno pesante, da quasi quattro miliardi e mezzo di dollari, per acquistare un sistema di difesa antimissile denominato ‘Terminal High Altitude Area Defence’, e 16 elicotteri Chinook. A seguire c’è l’Oman, che a sua volta ha deciso di dotarsi di 18 caccia F-6 per un valore di 1,4 miliardi di dollari. Ma anche ad Oriente gli affari per i venditori di armi americane sono andati bene, con l’India che ha speso 4,1 miliardi di dollari, e Taiwan che ne ha spesi due, per acquistare batterie antimissile Patriot. Una transazione che ha peraltro profondamente irritato la Cina; che a sua volta da alcuni anni è sempre più presente sul mercato. In particolare, ha scritto di recente il Washington Post, fucili d’assalto e munizioni di produzione cinese e di scarsa qualità stanno invadendo le regioni dell’Africa subsahariana, portando Pechino sotto la lente del comitato delle Nazioni Unite che indaga sulle eventuali violazioni delle risoluzioni che vietano le forniture di armi in zone di guerra. Armi cinesi sono state trovate in Paesi come la Repubblica Democratica del Congo, la Costa d’Avorio, la Somalia e il Sudan.
