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A Milano in mostra gli “istanti” di Andy Warhol

it@withub.it by it@withub.it
16 Settembre 2012
in Archivio speciali - Mostre
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A MILANO GLI “ISTANTI” DI ANDY WARHOL

Repetto Project, in occasione dell’inaugurazione dei suoi nuovi spazi a Milano, in via Senato, presenta la mostra “L’eternità dell’istante” che espone, fino al 6 ottobre, circa 18 opere di Andy Warhol, provenienti dalla “The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts” di New York e dedicate ai temi più noti dell’artista, come Fiori, Campbells, Brillo, ritratti e autoritratti. Si tratta di opere uniche realizzate con la tecnica serigrafica, dalla fine degli anni Sessanta agli anni Ottanta. “Del veloce e frenetico mondo d’immagini, di personaggi, di notizie, di oggetti, di fatti, di finzioni, di pubblicità che pervade le nostre esistenze – dove il falso si trasforma in vero e il vero in falso, dove l’insignificante diviene importante e ciò che è importante viene relegato nel nulla -, di questo turbine mediatico, nessuno come Warhol, a partire dai primi anni Sessanta del secolo scorso, ha saputo darne una testimonianza tanto lucida e coerente, in un percorso artistico insieme umile e sapiente, freddo e appassionato come l’alba” si legge nella presentazione. (red)

 

 

A COLONIA IL REPORTAGE EBRAICO DI NORMA PICCIOTTO

Fino al 5 ottobre Norma Picciotto, una tra le principali protagoniste milanesi del fotogiornalismo d’inchiesta tra gli anni Settanta e Novanta, presenta all’Istituto Italiano di Cultura di Colonia la mostra “Tracce del Tempo”, il racconto di un viaggio che ha portato la 59enne fotografa anche sulle tracce delle proprie radici ebraiche, in Israele, in una Gerusalemme vista attraverso una lente visionaria, ma da cui emergono frammenti significativi del suo passato di “città celeste”. Nate da un complesso e attento montaggio digitale – con stratificazioni multiple di immagini scattate in giro per il mondo e di suoi ritratti trovati nell’album di famiglia – le opere in mostra sfruttano la libertà espressiva offerta oggi da photoshop, ma non rinunciano al valore di testimonianza della fotografia. Ogni immagine, creata con fotografie giustapposte e sovrapposte, mette infatti in gioco una duplicità, una coesistenza stratificata di realtà e tempi diversi che si confrontano fino a creare un nuovo mondo visivo, sospeso tra passato e presente. Un mondo a volte sognante ed evocativo, a volte invece doloroso (come quando fa emergere suoi malinconici e intensi ritratti di adolescente tra pareti sommerse da scritte stratificate). A suggerire un’apertura verso una dimensione onirica e poetica è sempre una bolla di sapone che, simile a una lente d’ingrandimento un po’ magica, sottolinea e incornicia i suoi ritratti, oppure fa apparire particolari di luoghi ed elementi significativi della storia ebraica, come il deserto israeliano o una Gerusalemme evocata solo attraverso alcuni dettagli. In questa serie di immagini tra le luci di Gerusalemme si vede miticamente aleggiare la tomba di Abramo; mentre dall’accampamento romano che attaccò la fortezza di Masada (luogo simbolo della resistenza ebraica) si stagliano, di volta in volta, il nuovo e avveniristico padiglione del Museo d’Arte di Tel Aviv; una Gerusalemme ritratta con la sua tipica vegetazione di ulivi e cipressi; o antichi testi ebraici che, alzandosi in volo, paiono voler portare nel mondo la parola scritta, la storia e la cultura. (PO / Big)

 

 

ALL’ARA PACIS I 100 ANNI DELLA STAMPA ESTERA

L’Associazione della Stampa Estera nasce in Italia nel febbraio del 1912 nel famoso Caffè Faraglia a piazza Venezia. Nei locali del caffè, uno tra i ritrovi romani più alla moda dell’epoca, si incontrarono 14 giornalisti provenienti da 6 paesi stranieri per determinare la nascita della fondazione. La mostra “L’Italia vista dal Mondo”, fino al 4 ottobre a Roma, al Museo dell’Ara Pacis, celebra l’anniversario del centenario presentando articoli apparsi sui giornali, servizi trasmessi per radio e televisivi, fotografie e filmati, con l’intento di fornire ai visitatori una lettura degli ultimi cento anni di storia dell’Italia e degli italiani così come è stata interpretata e testimoniata dal lavoro di giornalisti e fotoreporter della Stampa Estera. (red)

 

 

IL SATIRO DANZANTE ARRIVA A LONDRA

La scultura greca del Satiro danzante di Mazara del Vallo va a Londra, dove la Sicilia è protagonista della mostra “Bronze” alla Royal Academy of Arts fino al 9 dicembre. La statua, alla quale sarà dedicata un’intera sala, aprirà l’esposizione che presenta i capolavori bronzei provenienti da tutto il mondo. Assieme al Satiro partirà per la capitale britannica anche l’Ariete di bronzo del museo Salinas di Palermo. La mostra rientra nell’ambito di un protocollo d’intesa tra l’assessorato regionale ai Beni culturali e l’Identità siciliana e l’istituzione culturale londinese. Anche questa volta, come è già accaduto nel 2005 per il viaggio del Satiro in Giappone per l’Expo universale di Aichi, l’opera sarà smontata e riassemblata dai tecnici dell’Istituto centrale di restauro di Roma. La mostra londinese resterà aperta al pubblico fino al prossimo 9 dicembre. (red)

 

 

IL “VANGELO” SECONDO STEVE JOBS

A meno di un anno dalla sua scomparsa, Civitanova Marche dedica a Steve Jobs una mostra dal titolo agiografico – “Il vangelo secondo Steve Jobs. Apple tra tecnica e filosofia”-, nell’insolita, e altrettanta mistica, location della Chiesa di San Francesco di Civitanova Alta. L’esposizione, fino al 31 ottobre, ripercorre in maniera inedita la storia di un’azienda iniziata nel garage di Cupertino e divenuta una vera e propria filosofia. Un percorso visivo e multimediale che riassume la parabola di un uomo che ha aiutato il mondo a cambiare il modo di vedere le cose, che parte dal dettame del “Nuovo Testamento” scritto da Jobs a fine anni ’70, con la creazione dei primissimi Apple, e approda alla rivelazione, l’“Apocalisse” del digital lyfestyle e delle quattro I – Imac, Ipod, Iphone, Ipad sul sorgere del nuovo Millennio. Nel corpo centrale dell’esposizione è allestita una vera e propria nave costituita da ampie teche nelle quali sono ospitati gli oggetti fisici di culto della storia Apple (in gran parte provenienti dalla collezione privata di Sandro Parcaroli) mentre nelle quattro nicchie degli altari laterali della chiesa vengono proiettati video e interviste sulla storia dell’azienda e del suo fondatore, comandati dall’utente su Ipad collegati via apple-tv ai proiettori. Tutto ciò mentre sull’altare centrale si celebra l’ultimo “miracolo” di Jobs, l’Ipad, e sullo sfondo il messia della tecnologia vestirà i panni del santo, in una grande opera firmata dall’artista americano Marc Burckhardt, che rende l’icona pop Steve Jobs una vera e propria icona religiosa, la stessa pubblicata da Wired nel numero a lui dedicato dopo la sua scomparsa.
(red)

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