(2 ott) Per ogni euro di finanziamento pubblico, i teatri d’opera italiani riescono ad attrarre mediamente solo 53 centesimi da fonti private, siano esse ricavi da botteghino o altre attività commerciali collaterali o sponsorizzazioni e donazioni private. Arena di Verona e Teatro alla Scala rappresentano eccezioni di rilievo rispetto ai bassissimi livelli di autofinanziamento nel comparto. In particolare, l’istituzione milanese è il teatro che realizza le più consistenti entrate da privato nella forma di donazioni, sponsorizzazioni o attività commerciali. L’Arena di Verona raggiunge invece ottime performance sul mercato (1 euro e 76 centesimi per ogni euro di finanziamento pubblico) grazie a elevati ricavi da botteghino. Sicuramente il risultato è determinato anche da una capienza potenziale molto elevata – sebbene limitata al periodo estivo – e alla capacità di intercettare maggiormente i flussi turistici e i gusti più popolari. Se non si considerano queste due istituzioni, la capacità di attrazione di risorse private da parte di altri teatri si abbassa notevolmente, attestandosi a 33 centesimi di risorse raccolte sul mercato (18 centesimi se si esclude il botteghino) per ogni euro di finanziamento pubblico.
