La chiamano Generazione N: è quella nata negli anni ’90 che all’automobile preferisce lo smartphone. Si tratta di un fenomeno già evidente negli Stati Uniti e che inizia a emergere anche in Italia: “In America la domanda di auto da parte dei giovani nati negli anni Novanta è in forte calo. Tra le cause di questo fenomeno, oltre alla strutturale debolezza dell’economia che frena la domanda, si evidenziano anche mutamenti dei trend demografici: le quattro ruote non costituiscono più la priorità per i neo-maggiorenni, sostituite dagli smartphone e, più in generale, da strumenti elettronici che consentono di restare sempre connessi. Anche in Italia questo scenario è ormai prossimo”. Queste valutazioni emergono dal Rapporto Automotive 2012, una ricerca condotta negli Stati Uniti dalla società di consulenza aziendale internazionale AlixPartners, presentata alla manifestazione “Missione Auto” a Torino. Secondo la ricerca, l’industria americana dell’auto sta accusando l’affermarsi della generazione “N” dove “N” sta per “Neutral about driving”; si tratta in particolare dei giovani tra 16 e 29 anni tra i quali la penetrazione di neo-patentati è scesa di quasi 10 punti percentuali dal 2001, attestandosi poco sopra il 50%; questi giovani appaiono infatti attratti dagli smartphone e dalla connettività più che dal desiderio di indipendenza e libertà che l’auto ha rappresentato per le generazioni precedenti. “Complessivamente”, si legge nella ricerca, “i cambi generazionali sono considerati responsabili fino al 15% della diminuzione della domanda di auto nel Nord America: circa il 13% di questa diminuzione è attribuibile ad un minore uso dell’auto (la maggior parte riferita ai ‘Baby Boomers’, persone nate tra il 1945 ed il 1964) e circa un 2 % identificata nella tendenza a guidare sempre meno (la maggior parte riferita ai ‘Millenials’, persone nate tra gli anni Novanta e i primi anni Duemila e ad altre persone giovani)”. “Questa ‘Generazione N’, che pesa come quella dei ‘Baby Boomers’ e che è cresciuta con Internet piuttosto che con l’auto – evidenzia Giacomo Mori, Director di AlixPartners – potrebbe rivelarsi come un fattore determinante nella riduzione della domanda. I grandi cambiamenti demografico-generazionali hanno evidenziato come i ‘Millenials’ (nati tra anni ’90 e 2000) e altri giovani abbiano meno interesse per l’auto rispetto alle generazioni passate, mentre i ‘Baby Boomers’ (’45 –’64), invecchiando, hanno semplicemente meno motivi per guidare”. “Ritengo sia finita l’era dell’automobile come oggetto del desiderio – dichiara il sociologo Francesco Alberoni a commento dei risultati della ricerca promossa da AlixPartners – perché alle strade e alle autostrade del mondo si sono aggiunte le autostrade del web in cui ti sposti istantaneamente e incontri chiunque. L’automobile resta e continuerà ad essere lo strumento più pratico, più comodo, più divertente con cui ogni singolo individuo può spostarsi, quando vuole, con chi vuole, alla velocità che desidera, andando dove gli pare, raggiungendo luoghi dove nessun treno superveloce, nessun aereo o nessuna autostrada virtuale potrà scaricarlo. Questo mi sembra il punto di partenza per pensare al suo sviluppo futuro: il rapporto stretto dell’automobile con il nostro io e la sua infinita duttilità”. (Red – 5 ott)
