“Lascia allibiti il fatto che uno Stato come l’India non riesca ad esprimere” un giudizio “in tempi chiari e definiti” che permetta ai nostri militari di “tornare a casa”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Giulio Terzi, in un’audizione alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, a proposito della vicenda dei due marò italiani accusati di aver ucciso due pescatori indiani. Terzi si è detto sconcertato per il comportamento dell’India: “La sentenza viene rinviata, noi la attendiamo con fiducia. Le nostre posizioni sono cristalline e limpide sul piano del diritto” e la convenzione di Montego Bay e le regole sulla sovranità in alto mare, ha detto Terzi, ci danno ragione. Se la sentenza dell’Alta Corte indiana dovesse negare ai due marò il diritto di rientrare in Italia “si aprirebbe tecnicamente una controversia legale tra Stati” ha aggiunto il capo della Farnesina durante l’audizione congiunta con il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato. Ma, ha aggiunto Terzi, “non voglio neanche immaginare che questo debba avvenire”. “Li stiamo seguendo tutti i giorni. Dal 15 febbraio c’è una presenza costante di un team formato da 5-6 persone. Siamo fiduciosi nella Corte suprema indiana, che ha i suoi tempi, ma non è che in altri Paesi, lo dico senza fare riferimento a nessuno, la giustizia sia più veloce” è, invece, il commento del ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola. (Caf – 11 ott)
