(18 ott)Nel corso del quinquennio 2008-2012 due milioni di famiglie italiane ha investito direttamente in azioni. Gli investitori in azioni appartengono alla fascia alta della popolazione. Il decisore finanziario delle famiglie intervistate nel 36% dei casi è laureato. Nel 57% dei casi ha più di 55 anni di età. Con più probabilità è imprenditore/libero professionista (23% rispetto al 12% degli investitori in generale) e il 29% è pensionato. L’investimento in azioni 10 anni fa era più diffuso tra la classe media e le famiglie più giovani. I portafogli degli shareholder (investitori in azioni) appaiono ben diversificati, più di quelli degli investitori in generale. Gli shareholder, oltre alle azioni, detengono prodotti del risparmio gestito (50%, rispetto al 29% degli investitori), titoli di Stato (53%), obbligazioni (55% rispetto al 35%) mentre posseggono meno prodotti postali (16% rispetto al 36%). Solo il 9% del portafoglio è destinato a investimenti con carattere speculativo. Tra le fonti informative consultate resta fondamentale il rapporto con la propria banca (83% degli shareholder) o con il promotore (70%), ma inizia a essere rilevante l’utilizzo di internet (45%, rispetto al 29% degli investitori) unico canale peraltro in crescita rispetto al 2008.
