Un progetto di legge per introdurre corsi scolastici, dalle elementari in poi, attraverso internet per i residenti all’estero. È la proposta presentata dal deputato di Popolo e Territorio Antonio Razzi per far fronte ai “tagli alla spesa indiscriminati e gravi disposti dai governi che si sono succeduti alla guida del paese” e che hanno ridotto “quasi del tutto la possibilità di studiare la lingua e la cultura italiana”. Internet, secondo Razzi sarebbe il sistema ideale per far fronte al bisogno di diffondere la scuola, la cultura e la lingua italiana nel mondo tenendo conto, al tempo stesso, della spesa che si ridurrebbe al minimo. “All’estero – ha dichiarato – le nostre comunità di italiani sembrano rassegnate al fatto di sentirsi dimenticate dai governi di Roma in relazione al regime di presenza e di tutela dei diritti e delle aspettative sui territori esteri di residenza. Ma a una cosa essi non si rassegneranno mai, e aggiungiamo per fortuna, cioè all’abbandono e alla rinuncia definitiva della scuola, della promozione della lingua, dell’istruzione e della cultura italiana per i loro figli all’estero”. La proposta di legge presentata con la richiesta di continuare e, se fosse possibile, incrementare sempre di più la tradizione culturale italiana nel mondo, avrebbe, secondo Razzi, un ritorno formidabile anche in termini economici. “Si pensi alla capacità di incremento e del consumo del made in Italy nel mondo, alle possibilità di fare impresa nell’import-export, nelle relazioni commerciali e intellettuali di interscambio e comunicazione tra nazioni con l’uso e la padronanza della lingua italiana”. (Caf – 18 ott)
