Parigi – Una vetrina internazionale, un appuntamento imperdibile, dove il gusto e la tradizione dei migliori prodotti dell’industria alimentare e del vino italiani sono di casa: fino a giovedì si tiene a Parigi il Sial 2012, incontro biennale che richiama buyers ed esperti non solo dall’Europa ma anche da paesi d’oltreoceano come Cina, Giappone e Stati Uniti. La numerosa collettiva delle aziende italiane, coordinata dall‘Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, è composta da oltre 180 aziende provenienti da tutte le regioni italiane, che espongono i loro prodotti nella HALL 1, su una superficie di 3000 mq. Ormai da molti anni il padiglione italiano al Sial di Parigi rappresenta una delle più importanti presenze straniere, sia per superficie occupata che per numero di partecipanti: nell’edizione del 2010 l’Italia si è posizionata al secondo posto, subito dopo la Francia, seguita dalla Spagna e dalla Cina. L’Ice ha sempre affiancato, nel corso delle precedenti edizioni, le nostre aziende organizzando gli spazi espositivi e i servizi di assistenza in fiera. Un settore, quello dell’export alimentare italiano, che sembra non risentire dell’attuale crisi economica, mostrando un trend in crescita e valori con segno positivo per la gran parte dei prodotti che compongono la nostra bilancia agroalimentare: nel 2011 il valore complessivo delle esportazioni italiane di questo comparto è ammontato a 27.172 milioni di Euro, evidenziando un incremento in valore dell’ 8,0% rispetto al 2010. L’Unione Europea, con 18.499 milioni di euro (+5,7%), si conferma il principale mercato di sbocco dei prodotti agroalimentari Made in Italy; la Francia, in particolare, con 3.252 milioni di euro (+8,8%), è il secondo mercato di destinazione – subito dopo la Germania – delle esportazioni agroalimentari italiane. L’andamento positivo si conferma anche per i primi sei mesi del 2012, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in particolar modo per due prodotti di punta del nostro export alimentare, come i vini e la pasta che hanno fatto registrare entrambi – a livello mondiale – un incremento del +7%, seguiti dal +4% dei prodotti lattiero caseari. (9colonne)
