La commissione governativa incaricata di studiare il fenomeno della corruzione e di proporre politiche per prevenirla, si è soffermata – nel suo documento conclusivo – sulla “capacità attrattiva” esercitata dal settore degli appalti pubblici rispetto alle pratiche corruttive. E’ una capacità proporzionata alle dimensioni del business. Nel 2011, il mercato degli appalti pubblici ha impegnato infatti una spesa di 106 miliardi di euro (iva esclusa), pari a circa l’8,1% del PIL. Relativamente alla suddivisione tra lavori, servizi e forniture, il 31% riguarda lavori, il 41% servizi ed il 28% forniture. Più nel dettaglio, nel corso del 2011, sono stati perfezionati 1.236.000 appalti fino a 40.000 euro per un importo di circa 5,3 miliardi. Gli appalti in questa fascia d’importo sono numericamente elevati rispetto a quelli conclusi per importi superiori, ma l’incidenza in termini d’importo su tutti gli appalti è appena del 5%. Nella fascia di importo tra 40.000 e 150.000 euro sono state perfezionate, invece, 128.000 procedure per l’affidamento di contratti di lavori, servizi e forniture, per un importo pari a circa 8,3 miliardi di euro. Per la fascia di importo superiore a 150.000 euro sono, invece, 60.000 le procedure perfezionate dalle stazioni appaltanti per l’affidamento di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, per un impegno di spesa pari a 92 miliardi di euro.
http://governo.it/GovernoInforma/documenti/20121022/rapporto_corruzioneDEF.pdf