(26 ott) – A Madrid, presso la Basilica Nuestra Senora de Atocha, è il momento di Roberto Fabbri: oggi, infatti, il chitarrista e compositore italiano raccoglie l’eredità di Andrés Segovia dedicando “Fantasia sin palabras”, il suo primo concerto per chitarra e orchestra d’archi, alla memoria del grande maestro spagnolo. Fabbri è l’unico musicista italiano ad esibirsi su commissione del XXVI Festival Internacional Andrés Segovia 2012, con una chitarra Josè Ramirez costruita appositamente per lui dall’atelier spagnolo, di cui è testimonial ufficiale come lo fu lo stesso Andres Segovia. Il Principe Felipe de Asturias sarà il Presidente onorario del Festival che celebrerà il 25esimo anniversario della morte di Andrés Segovia e l’orchestra “Nova Camera Orquestra” sarà diretta dal M° Josè Carlos Martin. Il concerto “Fantasia sin palabras” è composto da sei tempi, incisi da Roberto Fabbri con il quartetto “Four Flowers”. I titoli dei brani sono: “Il suo sorriso”, “Choronì”, “ Il cavaliere errante”, “ Crossing Europe”, “ Rainy Day” e “ Sunflowers”. “‘Il cavaliere errante’ – racconta Roberto Fabbri – è la composizione su cui ruota l’intera opera che, ispirata alla figura di Don Chisciotte, incarna il mito di Segovia, ‘il cavaliere errante’ della chitarra. Il Maestro spagnolo con il suo strumento suonò fin nei più remoti angoli del globo trasmettendo a milioni di persone la passione per la chitarra. Seppur con la sua bravura e lucidità, per certi aspetti mi ricorda la figura un po’ folle e visionaria scaturita dalla penna di Cervantes ed è anche il mio obiettivo infatti sto cercando di riavvicinare il grande pubblico alla ‘riscoperta’ della chitarra classica. Ho scritto ‘Fantasia sin palabras’, oltre che nella versione per chitarra sola, pensando anche a una loro versione orchestrale per l’evento di Madrid. La sfida che mi era stata posta era notevole, ero infatti l’unico compositore italiano chiamato dal Festival a celebrare con la sua musica il più grande chitarrista di tutti i tempi. Per il concerto di gala il Festival aveva commissionato altri due concerti ad altrettanti compositori, la messicana Leticia Armijo e lo spagnolo Josè M. Jiméne; la mia figura di esecutore però, affiancandosi a quella di compositore, mi poneva in una posizione unica e con una doppia responsabilità”. (red)
