Non basta l’effettiva fiducia relativa all’organizzazione in cui si opera (58,99 punti in una scala da 0 a 100 – dove 50 indica il valore di riferimento per distinguere tra chi è effettivamente confidente e chi no) per contrastare la poca fiducia in generale che i lavoratori ripongono nelle istituzioni e nella facilità di reimpiego. Il vecchio continente è, infatti, diviso in due sul reimpiego: si va dai 7,76 mesi ritenuti necessari in Germania per trovare un nuovo impiego, in caso di perdita di lavoro – seguita da Regno Unito e Polonia con poco più di 8 -, agli oltre 16 mesi necessari in Spagna e ai quasi 15 in Italia, per una media di 11 mesi e un indice europeo di facilità di reimpiego di soli 32,85 punti. A far serpeggiare un generale scetticismo tra i lavoratori si aggiunge la scarsa fiducia in tutte le istituzioni che regolano o influenzano il mercato (38,16 punti); tiene un po’ meglio l’Unione Europea – specie per gli spagnoli e gli italiani -, mentre i tedeschi non si fidano del tutto, esprimendo il valore più basso dopo gli inglesi. Il pessimismo maggiore è registrato, per contro, verso i partiti politici e soprattutto da parte degli italiani (20,85). E’, invece, da segnalare la relativa tenuta delle Agenzie per il Lavoro private, specie in Spagna, dove registrano il punteggio più alto a livello Paese e in Italia, dove, anche se ottengono valutazione più bassa rispetto a Francia, Regno Unito e Germania, sono comunque al secondo posto a livello locale dopo la Ue. Queste le principali evidenze registrate dall’Employee Labour Trust Index, lo studio statistico internazionale che Gi Group, la prima multinazionale italiana del lavoro – attraverso la fondazione creata per promuovere la cultura del lavoro, Gi Group Academy, e la collaborazione di OD&M Consulting – ha promosso a settembre su 6 Paesi in Europa, Italia, Germania, Regno Unito, Francia, Spagna e Polonia per rilevare il livello di fiducia dei lavoratori nei confronti del mercato del lavoro nel suo complesso (a quota 43,37 punti a livello europeo) e rispetto a 3 aree di indagine: l’organizzazione, la facilità di reimpiego e le istituzioni nazionali e sovranazionali che regolano il mercato. (Red – 5 nov)

