“La filiera dei preziosi, dell’antiquariato e degli articoli da regalo non è mai andata così male come oggi. Le aziende del settore diminuiscono al ritmo del 2% l’anno al netto delle nuove aperture”. Lo comunica, in una nota, Asso Preziosi Italia, la Federazione nazionale dei gioiellieri, orafi, argentieri, orologiai, articoli da regalo, arredo e dei servizi a loro riservati. “Le poche aperture che si registrano –prosegue Asso Preziosi Italia- sono per il 68% dirette da stranieri, gli unici che sembrano resistere alla crisi, in particolare le ditte gestite da cinesi aumentano al ritmo doppio rispetto agli altri. Tra gli italiani chiudono le imprese storiche con più di 20 anni di storia, in maggioranza dettaglianti e piccoli artigiani. Resistono meglio le imprese familiari e quelle che lavorano in un locale di proprietà”. Tra i motivi che portano alla chiusura – secondo un sondaggio della stessa associazione – oltre alla crisi, l’aumento del costo delle materie prime (oro e argento) e la criminalità con la paura di subire furti e rapine nel breve periodo (entro i prossimi due anni), eventualità considerata probabile da oltre il 95% del campione intervistato. (red – 6 nov)
