Tratta di esseri umani, violenza urbana, minorile, terroristica, criminalità organizzata, rapporti tra violenza e ideologia e cybercrimine. Sono queste, secondo il capo della Polizia Antonio Manganelli “le manifestazioni più recenti della violenza criminale” che l’Italia, con l’ausilio indispensabile dell’Interpol, è chiamata ad affrontare nel ventunesimo secolo. L’Assemblea Generale dell’Interpol, che si apre oggi a Roma con 167 forze di polizia rappresentate sui 190 paesi aderenti e oltre cento ministri dell’Interno presenti, è dunque l’occasione “per analizzare questi fenomeni e per una riflessione sulle nostre capacità di contrasto”. Perché, spiega ai delegati partecipanti, “le politiche di sicurezza hanno soltanto bisogno di essere armonizzate: come diceva anche il mio predecessore De Gennaro, siamo chiamati a parlare la stessa lingua senza bisogno di un interprete. La Polizia deve adeguare il suo ruolo, essere pronta a tracciare delle linee guida”. Manganelli si sofferma dapprima sulla questione della tratta degli esseri umani, vera e propria “moderna forma di schiavitù, di cui le forze di polizia si trovano ad affrontare una nuova forma con un impianto normativo importante e tecnicismi investigativi sempre più sofisticati”. Preoccupazione per quanto riguarda il moltiplicarsi di episodi di violenza urbana “cui spesso la risposta delle autorità ci risulta poco ferma: dobbiamo certamente fare di più perché il fenomeno è intollerabile”. Fondamentale a tal fine “comprendere questo fenomeno e quello che le autorità si trovano davanti”. Sulla violenza minorile, Manganelli cita solo un dato: “Causa duecentomila morti l’anno in tutto il mondo. Dobbiamo chiederci quale ruolo possiamo giocare, quali mezzi mettere in campo e per quali obiettivi”. Quindi il terrorismo, “la forma più estrema di violenza per la sua natura cieca e totalitaria, che spesso giustifica un ingresso in campo con forza e convinzione”. Detto della criminalità organizzata “che comporta intimidazione, violenza e paura” e per la quale l’Italia si doterà di un centro di alta formazione a Caserta, secondo Manganelli ciò su cui veramente bisogna fare sforzi importanti è il contrasto al cybercrimine. “Abbiamo un alto livello di formazione –spiega però – in grado di dialogare con altre polizie del mondo per lanciare un’offensiva verso la criminalità anche in sede virtuale. Stiamo diventando e vogliamo diventare le sentinelle del web”. (Sis – 6 nov)
