Per la prima volta, in Italia, la sponsorizzazione commerciale di un film arriva da un’agenzia funebre. Una volta, negli anni ’70, c’erano le gloriose sigarette Muratti: un pacchetto si materializzava miracolosamente in mano ai protagonisti in parecchie pellicole italiane. Poi fu la volta dei liquori. La saga di 007, invece, non sarebbe la stessa, se non ci avesse abituato a una sequela di brand, orologi Rolex prima e dopo Omega e automobili, compresi modelli ormai mitici come l’Aston Martin, finendo con la birra Heineken nell’ultimo Skyfall. Nei film italiani, oggi, da quando quelle che una volta erano pubblicità occulte sono state promosse a operazioni di Product Placement, compaiono soprattutto acque minerali, compagnie telefoniche e marchi d’abbigliamento. La vera novità è rappresentata da “Taffo, funerali dal 1940”, che diventa una battuta della sceneggiatura del film “Il peggior Natale della mia vita”, sequel de “La peggiore settimana della mia vita” di Alessandro Genovesi, con lo stesso cast campione d’incassi – Fabio De Luigi e Cristina Capotondi in testa – con qualche new entry. Ma la vera novità è che la sponsorizzazione diventa addirittura una delle linee della trama: Alberto Caccia (interpretato Diego Abatantuono), ricco imprenditore, esce per fare spese e colto da un malore si appoggia ad un carro funebre. Viene invitato a entrare nell’agenzia per riposarsi nella brandina, a questo punto informano la famiglia e si genera il malinteso comico con veglia funebre e pianti annessi. L’apparato funebre è interamente sponsorizzato dalla Taffo Funeral Services e i becchini sono ben interpretati da Ale e Franz.
(Red – 23 nov)
