Roma, 6 dic – Lo studio e l’insegnamento della lingua italiana in Svizzera “è seriamente a rischio di scomparire in un futuro non troppo lontano”. Questo l’allarme lanciato da Roger Nesti, rappresentante del Coordinamento degli Enti gestori della Svizzera durante il suo intervento al seminario promosso da Mae, Miur, Cgie Regioni sulla diffusione della lingua e cultura italiana all’estero incorso di svolgimento alla Farnesina. “Dal 2008 al 2012 – afferma Nesti – i fondi festinati dallo stato italiano ai corsi di lingua e cultura in Svizzera si sono ridotti del 70%, in termini di valuta locale”. Non solo: “In Svizzera, negli ultimi cinque anni, dei circa 1400 corsi di italiano che avevamo ne abbiamo persi quasi 400, con una riduzione complessiva di quasi4 mila studenti. Dunque molti corsi sono stati chiusi, altri sono stati ridimensionati e comunque la contrazione delle risorse è andata a discapito della qualità dell’offerta didattica”. Nesti ha ricordato che se l’italiano, “lingua ufficiale nel Canton Ticino, nelle scuole del resto del Paese è presente tra le lingue straniere e spesso è relegata al ruolo di lingua facoltativa”. Al di là di questo dati che mostrano il declino nello studio della nostra lingua nel paese elvetico, Nesti ricorda anche “i dati del censimento federale del 2000, in base ai quali dei circa 530 mila italiani residenti in Svizzera – al di fuori del cantone italiano- , solo 200 mila affermano di utilizzare l’italiano come lingua ufficiale. Inoltre, di quei 530 mila, 330 mila affermavano di usare l’italiano saltuariamente sul posto di lavoro, mentre 400 lo usano come lingua di comunicazione familiare”. (Kat)
