(17 dic) – Il fascino del Bel Paese resiste alla crisi. Se da un lato nel 2012 la congiuntura internazionale sfavorevole ha frenato la propensione alle vacanze tricolore dei turisti stranieri, con un -1,6% di arrivi (circa 543 mila arrivi in meno; fonte: dati Istat, provvisori) e un -1,8% di presenze (pari a 2,4 milioni di pernottamenti ) dall’altro, non ha scoraggiato gli ospiti presenti a spendere. La Banca d’Italia, infatti, ha registrato un incremento del +2,9% della spesa turistica che “pesa” in positivo sulle entrate per 22.556 milioni di euro. Queste valutazioni sono in linea con i risultati del consueto Monitoraggio di fine anno sui trend del turismo condotto dall’Enit-Agenzia, attraverso la sua rete estera, presso i più grandi Tour Operator che trattano il catalogo Italia e operano nei principali mercati europei ed oltreoceano. In riferimento all’Europa dell’Est la Russia – secondo l’Indagine dell’Enit – continua a fare la parte del leone anche per le festività di fine anno, mettendo a segno un +10% di arrivi in Italia. Fra i quattro giganti dei Paesi Bric, la Russia risulta essere il mercato più promettente (i russi fanno 1,3 volte più viaggi all’estero dei cinesi, 3,4 volte più viaggi fuori dal confine rispetto agli indiani e 4,6 volte di più in riferimento ai brasiliani). Ottima comunque la performance anche del Brasile dove, secondo l’European Travel Commission, l’interesse nei confronti dell’Italia è altissimo e le vendite per il Natale – comprese tra il 10% e il 18% circa – avvantaggiano sempre le mete artistiche per antonomasia e i borghi medievali. Positivi riscontri negli arrivi delle vacanze del 25 dicembre anche dagli Emirati Arabi, dalla Corea del Sud. Più incostanti quelli dall’Australia. Notizie ottime, invece, sempre per il Natale 2012 giungono dagli operatori dei Paesi oltreoceano che segnalano un aumento nelle vendite complessivo del +83% rispetto allo scorso anno, con richieste prevalenti per soggiorni superiori ad una settimana da trascorrere tra Roma, Venezia e Firenze. In riferimento all’incoming dagli Usa le vendite sono comprese tra il +5 ed il 15%; riscontro buono anche dal Canada. Buono il trend anche dall’Argentina, con oscillazioni comprese tra il 5% e il 10% circa. (red)
