Tirana – L’integrazione dei disabili nel mondo del lavoro e non solo è stata al centro del convegno che ha riunito a Trieste gli esperti del settore di Friuli Venezia Giulia ed Albania, chiamati a confrontarsi sullo stato dell’arte di un progetto di collaborazione avviato in seguito alla convenzione siglata dalla Regione e dal ministero della Sanità albanese. “Un percorso nell’ambito della cooperazione internazionale in campo sociosanitario” l’ha definito il presidente di Informest, Silvia Acerbi, osservando che “quando un territorio è unito nelle sfide comuni e gli enti si aggregano su un obiettivo concreto, il sistema riesce ad aprirsi a livello internazionale ed a fare rete, raggiungendo risultati di eccellenza”. Le tappe salienti di questo rapporto, oltre ai tre ricoveri di cittadini albanesi al Cro di Aviano, sono state la formazione di 16 medici albanesi, il trasferimento di best practice dal Friuli Venezia Giulia all’Albania e la presentazione di un progetto transnazionale nell’ambito del Programma Sud Est Europa sull’inclusione dei gruppi vulnerabili nelle aree urbane. L’esperienza del Friuli Venezia Giulia per l’integrazione dei disabili è infatti un modello di riferimento internazionale e le competenze sviluppate nel corso degli anni, il forte sostegno istituzionale, lo stretto legame con il mondo della cooperazione sociale e delle associazioni, fanno del modello Fvg un caso di best practice in grado di fare scuola. L’Albania guarda all’esperienza del Friuli Venezia Giulia per agevolare l’inserimento dei diversamente abili nel mondo del lavoro, ma anche per l’istituzione di una giurisprudenza di riferimento, con la creazione di un sistema di classificazione e rilevamento dei diversi tipi di disabilità, tutt’oggi mancante nel paese. (9colonne)
