“Ho finito di girare ‘Un medico in famiglia’. Si tratta dell’ottava serie che andrà in onda a febbraio. Poi ci sono altre cose in pentola con la mia produzione e con la Rai. Spero che la Rai mantenga le promesse che mi ha fatto”. Lino Banfi è appena tornato dal Centro logistico per gli aiuti Unicef di Copenaghen: oggi è stato a Roma – ospite speciale all’Unicef Christmas Space – e ha parlato oltre che del suo impegno come “Goodwill Ambassador” dei suoi prossimi progetti televisivi. Il pubblico Rai aspetta, infatti, con ansia il ritorno sul piccolo schermo di Nonno Libero Martini. Un personaggio amato e insostituibile, a capo della famiglia “acchiappa ascolti” che dal 1998 a Poggio Fiorito si trova ad affrontare difficoltà e gioie alternando momenti di comicità a quelli più drammatici: “Già si parla della nuova serie del medico – aggiunge l’attore pugliese – anche se oggi appare davvero molto lontana ed è presto per capire se potrò farla o no per l’età che ho”. Il Lino nazionale racconta con entusiasmo e umana dolcezza del suo lavoro ma non nasconde qualche difficoltà: “Per l’età che ho, 76 anni suonati, a luglio, infatti, compirò 77 anni – tiene a precisare – non è facile lavorare dieci ore al giorno. Bisogna aggiungere due ore di viaggio: in totale dodici ore di lavoro al giorno per nove mesi. Perché sì – aggiunge Banfi – una serie fatta bene dura la gestazione di un bambino, 9 mesi”. Il pubblico tuttavia sembra amare – e non poco – gli ultra settantenni in tv: basti pensare al successo di Terence Hill – prima con “Don Matteo” poi con “Un passo dal cielo”: “Oggi la persona di una certa età per la saggezza che ha e per le esperienze che ha vissuto rappresenta una ricchezza per tutti – dice Banfi – vanno rottamati, invece, molti cervelli giovani che non sono capaci di fare quello che dovrebbero fare. Se il cervello lo si adopera costantemente – come dicono spesso i medici – allora invece di lesionarsi con gli anni si rafforza. Allora non puoi che rappresentare una ricchezza per gli altri. Per le esperienze fatte, per la saggezza”. (Gil – 18 dic)
