(26 dic) Dal 1952 a oggi gli incidenti stradali hanno causato in Italia oltre 443 mila morti. L’Asaps ha rielaborato 60 anni di dati Istat in una ricerca che sarà pubblicata sul prossimo numero del Centauro, scoprendo numeri impensabili, incrociando i dati degli incidenti con quelli relativi al parco circolante dei veicoli: i morti sono 443.802 (quanti gli abitanti di Firenze e Forlì), 14.321.280 i feriti, 14.868.849 il numero di incidenti. Dati impressionanti e che, purtroppo, non rappresentano il dato effettivo. Fino al 1998 venivano annotati solo i decessi entro la settimana dall’evento, mentre oggi si prendono in considerazione le morti in un arco temporale di 30 giorni e per questo si può lecitamente pensare che quella cifra vada aumentata di almeno il 15 per cento. I più colpiti sono gli under 30: 130mila giovani sottratti al loro ciclo vitale da una dinamica violenta e dolorosa, che ha lasciato sul campo milioni di invalidi permanenti, per i quali non esistono numeri certi. L’elaborazione dei bollettini induce gli analisti a ritenere che almeno il 15/20% dei feriti complessivi nei sessant’anni di rilevazione Istat non abbia più ripreso una vita normale dopo un incidente. Si tratta di 2-3 milioni di persone, con un danno incalcolabile in termini di prodotto interno lordo, oltre che di perdita di aspettative di vita.
