Roma, 31 dic – “Rita si è iscritta a Medicina a Torino in un periodo, che io ho vissuto di persona e ricordo molto bene, in cui una donna medico era una rarità, per non dire uno scandalo. Ha lottato contro i pregiudizi maschilisti, contro la persecuzione nazista, contro I’antiscientificità del nostro Paese, che ha dovuto lasciare per fare ricerca negli Stati Uniti. Ha dimostrato con i fatti che una donna, se ha accesso al sapere, può ottenere risultati parie migliori di un uomo. È una delle sole dieci donne che hanno avuto il Nobel perla medicina (gli uomini sono quasi 200) e la sola donna ad essere ammessa alla Pontificia Accademia delle scienze. Non ha mai voluto, però, essere una eccezione; al contrario si è impegnata perché il maggior numero di donne, ovunque nel mondo, possano avere accesso ad un percorso potenzialmente come il suo. In Africa, ad esempio, la sua Fondazione, in collaborazione con l amia, è impegnata per la salute e la lotta all’emarginazione delle donne”. Così Umberto Veronesi in un intervento su Repubblica.
