Il mondo del non profit apre le porte ai manager. Nei prossimi 2 anni saranno inseriti circa 500 nuovi direttori e responsabili di funzione. E’ quanto emerge da un’analisi di Amrop da circa 100 interviste ad operatori del settore. In Italia le istituzioni e associazioni non profit sono raddoppiate dal 2000 ad oggi e sono ora quasi 500mila tra fondazioni, associazioni culturali e sportive, movimenti ambientali, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, Ong internazionali ed enti di studio e ricerca. Un nutrito drappello di onlus, circa 5.000, sono ormai delle vere e proprie organizzazioni, con strutture stabili sul modello di una piccola impresa. È proprio in questo ambito, secondo l’analisi di Amrop, che nei prossimi due anni si assisterà ad una vera e propria rivoluzione. Il rinnovamento sarà trainato da un cambio generazionale. Molti direttori e “patron” di queste associazioni si ritireranno per l’età o per assumere nuovi incarichi. Ci sarà così l’ingresso di forze fresche. Secondo il survey di Amrop ci sarà innanzitutto un abbassamento dell’età media. Il non profit è a caccia di manager dai 40 ai 50 anni, che rappresenteranno oltre la metà dei nuovi inserimenti. In alcuni casi (circa il 20%) si punterà sui giovani “under 40”. Altre istituzioni, invece, si affideranno ai senior “over 50”, specie quando la struttura è complessa e richiede competenze gestionali avanzate e una solida esperienza. Un secondo importante elemento – secondo il rapporto Amrop – è rappresentato dagli skill richiesti. Fino a qualche anno fa l’ascesa ai vertici delle onlus avveniva per cooptazione in 4 casi su 5. Veniva in pratica premiata la “militanza”. Nei prossimi anni, invece, la scelta dei vertici, secondo l’indagine Amrop, avverrà in base a criteri professionali. L’identikit del futuro “general manager” comprende una esperienza internazionale, un ottimo inglese, la capacità di guidare team, l’abilità nel reperire risorse, un approccio “commerciale” e competenze che abbracciano marketing, comunicazione, amministrazione, finanza, legale e operations. Alla base, resta però anche una forte “vocazione” perché gli incarichi nelle onlus coinvolgono molto gli aspetti emotivi. Gli stipendi dei manager delle organizzazioni del terzo settore sono in media inferiori del 30-40% rispetto ad analoghe posizioni in azienda. Per i direttori generali, per esempio, si va da 80mila a 150mila euro lordi annui, senza aggiunta di benefit. Per i direttori marketing e i responsabili fund raising da 50mila a 70mila euro. (8 gen – Red)