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“Dio giocava a pallone”, il fascino dell’adolescenza

it@withub.it by it@withub.it
20 Gennaio 2013
in Archivio speciali - Libri
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I protagonisti di “Dio giocava a pallone” (Nottetempo; pp. 160; euro 12,50 ) sono ragazzi nati, come l’autore, all’inizio degli anni novanta e ognuno di essi, a suo modo, esplora inquieto quel passaggio dall’adolescenza all’età adulta che li renderà sconosciuti a sé stessi. I compiti in classe, con il loro schema calcistico di chi passa la soluzione e di chi copia, i giorni di scuola dove un buon voto è la possibilità di andare al mare e di innamorarsi al sole, le feste con la luna, i baci infuocati con partner inattesi, un’isola inventata, metafora dell’adolescenza da cui si esce ritrovandosi perduti, l’ascolto proibito dei desideri del proprio corpo, le corse forsennate con i motorini truccati che trasformano i lungomari in un nostalgico far-west. Con una prosa consapevole e immacolata, Giorgio Ghiotti, esordiente nato nel 1994 a Roma, più volte finalista al Premio Campiello Giovani, racconta perché nessuno voglia mai abbandonare davvero l’adolescenza. (Naf)

LA PARABOLA DI UN POLITICO DI SUCCESSO DAL DOPOGUERRA AD OGGI

Claudio Bucci è stato un uomo potente, un politico della Prima Repubblica. La corsa per il successo ha segnato la sua esistenza. A settant’anni un incontro inatteso e lungamente evitato lo spinge a raccontare i segreti della sua storia con cinico disincanto. I sogni, l’ambizione e l’ascesa in un’educazione sentimentale che parte dalla provincia dei primi anni Quaranta e prosegue nella Roma dell’immediato dopoguerra. Claudio conosce la fine del fascismo e la nascita dei Comitati Civici. È in coda con i “fagottari” sulla Via del Mare e dentro i bordelli affollati del centro storico. È immerso in fumose sezioni di partito e conquistato dall’ambiguo fascino dei suoi meccanismi. Tessere, correnti e congressi, protettori e compari dominano l’orizzonte di Claudio, fino alla scoperta del grande amore per un’unica donna. Ma nell’irrinunciabile lotta per rimanere in alto il compromesso si fa pane quotidiano. Il come eravamo di una generazione narrato da un uomo con il demone del comando. Tutto questo è “Il cielo è dei potenti” (E/O; pp. 320; euro 18) di Alessandra Fiori, giovane autrice nata a Roma nel 1977, alla sua seconda prova letteraria. (Naf)

 

IL PAZZO WEEKEND DI RODDY DOYLE

Dave, Pat e Ben sono amici d’infanzia. Condividono le stesse passioni: la birra, le donne e il calcio. Infatti, pur essendo tutti e tre di Dublino, sono tifosissimi del Liverpool e il loro sogno è andare al mitico stadio di Anfield. Ovvio che, sull’onda dell’entusiasmo per la vittoria della Champions League, la proposta di Dave di un pazzo weekend a Liverpool per seguire la squadra e magari spassarsela in qualche pub venga accolta e subito messa in pratica dal gruppo. Il piano sembra perfetto: i tre entrano in un pub in attesa del match, Dave e Pat incontrano un paio di belle ragazze e, tra chiacchiere e risate, il tempo trascorre veloce. La partita sta per cominciare… ma dov’è finito Ben? In “Pazzo Weekend (Guanda; pp. 96; euro 10) Roddy Doyle racconta una rocambolesca e irresistibile storia di amicizia con un irriverente finale a sorpresa. Nato a Dublino nel 1958, Roddy Doyle è considerato il capofila della nuova narrativa irlandese. Ha ottenuto uno strepitoso successo internazionale con “Paddy Clarke ah ah ah!”, vincitore del prestigioso Booker Prize nel 1993. (Naf)

I MILLE CRETINI DI QUIM MONZÓ, TRA EROS E COMICITÀ

Un paparino profondamente materno che prende in contropiede l’incipiente vecchiaia – nonché il figlio – a suon di collant, gonna, rossetto e tacchi a spillo. Un principe azzurro che tenta inutilmente di risvegliare la principessa dal suo sonno profondo con mille prodezze erotiche, e finisce per addormentarsi lui, per sempre. Uno scrittore esordiente pronto a rinnegare il suo idolo – che ha contribuito in modo sostanziale al suo decollo – non appena ne ha preso il posto nel firmamento letterario. Un uomo che decide di sposare l’ex fidanzata perché scopre che è malata terminale, e quando lei guarisce grazie all’amore, non sa proprio che pensare, che pesci pigliare… Che si tratti di vecchi rincretiniti, vitelloni incalliti o Madonne ribelli al destino di future madri di Gesù Cristo, Quim Monzó, con il suo “Mille cretini” (Marcos y marcos; pp. 192; euro 14,50), entra nelle vite dei suoi personaggi con la marcia in più dei grandi: occhio acuto, parole al vetriolo, balsami di tenerezza. L’autore è animatore di caustiche trasmissioni televisive, traduttore delle grandi voci d’America del secolo andato – Barthelme, Miller, Faulkner, Salinger tra gli altri – oltre che una tra le persone più note e amate di Barcellona. (Naf)

UN’ALTRA AVVENTURA DI DELICADO, TRA NOIR E COMMEDIA ALL’ITALIANA

L’omicidio del signor Siguán è quello che Petra Delicado chiama con fastidio un “caso freddo”. Cinque anni prima, l’affermato imprenditore tessile Adolfo Siguán era stato ucciso nell’appartamentino dove celebrava il suo vizio: le giovanissime prostitute, preferibilmente prese dal marciapiede. Ai tempi, la sentenza era stata sbrigativa: rapina con morto ad opera del protettore della prostituta con la complicità di lei. Ma, adesso, quando l’ispettrice della Policía Nacional con il suo vice Fermín Garzón, riaccende con scetticismo la macchina investigativa, le basta togliere un poco di polvere dalle vecchie carte per rendersi conto di alcune incongruenze. Soprattutto, resta enigmatico l’assassinio dell’assassino. All’inizio Petra e Fermín, battono pigri le piste consuete. Ma un incidente, cruento e spietato, fa capire che c’è qualcuno che segue Petra. E questo qualcuno squarcia improvvisamente lo scenario, legando il delitto all’intricato registro degli affari di Siguán che si scoprono connessi alla criminalità italiana trapiantata nella capitale catalana. È quindi a Roma che prosegue la partita de “Gli onori di casa” (Sellerio; pp. 528; euro 15). Ed è in questa specie di Vacanze romane, omaggio dell’autrice a un paese che ama, che tutta la forza comica tipica dei gialli della Giménez-Bartlett, si dispiega. Questo è solo l’ultimo romanzo della serie con protagonista Petra Delicado, scritti da Alicia Giménez-Bartlett (Almansa, 1951), vincitrice nel 2006 del premio Piemonte Grinzane Noir e del premio La Baccante nato nell’ambito del Women’s Fiction Festival di Matera. Infine, nel 2008, suo il Raymond Chandler Award del Courmayeur Noir in Festival. (Naf)

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