“Profondamente turbato per la tragedia che ha colpito così duramente la comunità di Santa Maria e tutto il Brasile, a nome del Movimento Associativo Italiani all’ estero, e mio personale, esprimo profondo cordoglio ai familiari delle vittime e a tutto il Paese colpito da questo immenso lutto”. Così Ricardo Merlo , presidente del Maie, a proposito dell’incendio in una discoteca brasiliana che ha causato, ieri, oltre 230 morti e moltissimi feriti. A scatenare la tragedia che ha devastato la discoteca Kiss di Santa Maria, località nel sud del Brasile, sarebbero stati dei fuochi d’artificio sparati all’interno del locale dalla band che si stava esibendo sul palco. Le fiamme sono divampate molto rapidamente, scatenando il panico tra le oltre duemila persone presenti nel locale. Secondo quanto riferito dai vigili del fuoco le vittime sono in larghissima parte adolescenti. “In questo triste momento – aggiunge Merlo – testimoniamo la nostra vicinanza e solidarietà ai parenti e agli amici e delle vittime l’ auspicio che i feriti possano in breve tempo tornare alle loro normali attività e puniti i responsabili del disastro nella discoteca”. Anche il presidente Oscar De Bona con il direttivo e tutta l’ Associazione Bellunesi nel Mondo è “vicino alle famiglie delle giovani vittime della tragedia che ha sconvolto Santa Maria e l’ intero Brasile”. “Conosco bene il sindaco di Santa Maria, ci siamo incontrati anche l’ estate scorsa” ha ricordato oggi De Bona, che sta “seguendo con sgomento e apprensione” le notizie che arrivano dalla città brasiliana, dove sono morte oltre 230 persone e altre centinaia sono ferite. “Molte di queste – dicono dall’ associazione – hanno radici venete-bellunesi. Nello Stato del Rio Grande do Sul sono attive tre Famiglie Abm e le relazioni con la terra d’ origine sono sempre più solide e dinamiche”. Su quanto accaduto in Brasile è intervenuto anche l’assessore all’ emigrazione della Regione del Veneto: “A Santa Maria e nel Rio Grande do Sul – dice l’ assessore – si concentrano migliaia e migliaia di emigrati veneti e loro discendenti e purtroppo è possibile che alcuni siano coinvolti nella sciagura. Per questo ho immediatamente attivato il nostro consigliere diplomatico Stefano Beltrame che sta prendendo contatto con le autorità locali per verificare se e quanti nostri corregionali oriundi siano feriti o, peggio deceduti. Contestualmente, attraverso la nostra direzione regionale, abbiamo attivato i consultòri dell’ area chiedendo loro di farsi parte attiva nella ricerca e nel contatto con le famiglie”. “Una volta avuto il quadro esatto della situazione – conclude l’ assessore – valuteremo in quale modo il Veneto potrà rendersi utile e ci attiveremo senza indugi”. (red – 28 gen)

