Grandi campioni, bidoni colossali, occasioni perse, brocchi rivelatisi campioni, speranze naufragate nel nulla: sono molti i calciatori che, al pari dell’ex nerazzurro e fresco rossonero Mario Balotelli, hanno vissuto la Milano calcistica sia sulla sponda dell’Inter che su quella del Milan. Uno dei pionieri del calcio milanese bipartisan, è proprio quel Giuseppe Meazza a cui è dedicato lo stadio in cui vanno in scena i derby della Madonnina. Milanesissimo, Meazza fu una bandiera dell’Inter prima di disputare due stagioni in rossonero in piena guerra mondiale (1940/42). Anche nei successi della nazionale ai mondiali del 1934 e 1938 c’è lo zampino di “Pepin” Meazza e anche qualcosa di più. Ma il grosso degli scambi, va detto, avviene soltanto dagli anni ’90 in poi, allorché lo sport più amato dagli italiani si fa più spettacolare, ultramiliardario e “televisivo”, lasciando in un angolo il culto sentimentale per le bandiere inamovibili e fedeli alla maglia. E a proposito di televisione, ecco un profetico Striscia la Notizia di qualche anno fa, con Valerio Staffelli che consegna a Balotelli, allora interista, la maglia del Milan. Un anticipo del nuovo clima, in verità, lo si era avuto già agli inizi degli anni ’80, con il passaggio da Milan a Inter di Fulvio Collovati. Il caso specifico, però, era più complesso: allevato nelle giovanili rossonere, divenuto ben presto un uomo simbolo del Diavolo, il difensore affrontò con grande attaccamento alla maglia la prima retrocessione milanista dovuta al calcioscommesse (1979/1980) ma rinunciò a farsi carico anche della seconda arrivata, stavolta sul campo, due anni dopo. In mezzo – determinante per la scelta – c’era stata una violenta contestazione che aveva visto Collovati colpito da un sasso scagliato dai tifosi inferociti. Il trasferimento avvenne peraltro in cambio di Pasinato, Canuti e Serena. Quest’ultimo rappresenta davvero un caso sui generis nelle statistiche di questo tipo: attaccante che ha vestito le maglie di Milan, Inter, Juventus e Torino, Aldo Serena è stato per molti anni l’unico calciatore della storia della serie A ad aver giocato i derby di Torino e Milano con entrambe le maglie. Qualche anno dopo lo raggiungerà in questo singolare primato Bobo Vieri, anche lui passato attraverso quelle (e altre) maglie. Ma certo i tifosi interisti ne conservano un ricordo sportivo migliore di quelli del Milan, al netto dell’aspra rottura fra il giocatore e la società di Moratti per vicissitudini extra-sportive. Per altri giocatori vale esattamente il discorso opposto. Eterna promessa incompiuta e, infine, vero oggetto misterioso era per esempio l’Andrea Pirlo in versione interista. Nell’estate del 2001 il giocatore passò senza troppi rimpianti passò al Milan in cambio di Andres Guglielminpietro, questa sì una vera meteora del nostro calcio. Sappiamo come finì, con Pirlo retrocesso da Ancelotti dalla tre quarti a metà campo, con una mossa tattica che porterà Pirlo a entrare nell’Olimpo dei grandissimi di sempre. Il Milan verrà in seguito a sua volta beffato dalla Juve, che prenderà a parametro zero il giocatore apparentemente “finito” portandolo a una vera e propria seconda giovinezza. Anche Clarence Seedorf ha lasciato buoni ricordi più a Milanello che non alla Pinetina. Tanto più se rammentiamo che il suo passaggio in rossonero avvenne facendo percorrere la strada inversa a un Francesco Coco che di lì a breve avrebbe imboccato la via della prematura eclissi. Gli interisti, tuttavia, potranno sempre consolarsi ricordando il Ronaldo devastante degli anni in nerazzurro al confronto con il campione imballato e triste della breve esperienza in rossonero. Oppure il Patrick Vieira padrone del centrocampo dell’Inter con in curriculum una prematura e insignificante parentesi milanista da giovanissimo. C’è poi chi ha fatto bene in entrambe le squadre: vedi alla voce Zlatan Ibrahimovic. O chi in entrambe ha deluso: Edgar Davids andò al Milan troppo presto e all’Inter troppo tardi, facendo vedere le sue migliori qualità negli anni juventini che stanno in mezzo. Sprazzi di genio con entrambe le maglie per Roberto Baggio, che tuttavia, complessivamente, non troverà la propria serenità calcistica all’ombra del Duomo. Gol con tutte e due le maglie a strisce anche per Hernan Crespo, mentre Antonio Cassano, fino ad oggi, ha regalato prestazioni a fase alterne in entrambe le squadre. E ancora Dario Simic, Cristian Brocchi, Thomas Helveg, Giampaolo Pazzini, Taribo West… Se vuole scegliersi un modello, negativo o positivo a seconda della sua tranquillità mentale, Mario Balotelli ha solo l’imbarazzo della scelta. (Asc / 29 dic)
