Roma, 6 feb – Alla vigilia delle consultazioni elettorali ritornano puntuali come orologi svizzeri sui principali quotidiani italiani, riflessioni più o meno condivisibili, sul voto agli italiani all’estero e sulla sua presunta utilità. Come sempre si parte da un’analisi degli equilibri politici del prossimo Governo, si passa per la disastrosa esperienza del Governo Prodi del 2006 e per l’ondivagismo del signor Pallaro, per poi arrivare alle solite elucubrazioni su voto ai cittadini oltre confine, sul “perché” e sul “per come”. Ben vengano le critiche e i suggerimenti, ma così si corre il rischio di limitarsi ad inutili provocazioni che poi non portano a nulla, o meglio, gettano un po’ di ombre su un diritto inderogabile sul quale già si è ampiamente scagliata la stampa e l’opinione pubblica nazionale dopo i casi illeciti ben noti degli anni scorsi”. Aldo Di Biagio, deputato uscente eletto all’estero e candidato per il Senato con la lista Monti, analizza le critiche tornate puntuali in questi giorni sui media sul voto degli italiani all’estero.