Il 24 febbraio 2003 se ne andava Alberto Sordi, attore, doppiatore e regista. Tutti lo ricordano per aver dato la voce a Oliver Hardy, ovvero Ollio, oppure per aver diretto celebri film come “Un tassinaro a New York”. Ma è come attore che Sordi diede il meglio di sé e lavorò anche di più, iniziando a frequentare i set a soli 18 anni e recitando, tra comparse, ruoli secondari e da protagonista, in oltre 150 film. Da “Mamma mia che impressione!” sceneggiato da lui insieme a Cesare Zavattini, a “Lo sceicco bianco” diretto da Fellini, da “Il marchese del grillo” a “I vitelloni” di cui tutti ricordiamo la scena in cui Sordi fa la pernacchia e il famoso “gesto dell’ombrello” a un gruppo di lavoratori che lo inseguono. Rappresentò in modo magistrale il ruolo dell’italiano medio nella commedia all’italiana con “Un americano a Roma” di Steno, “I pappagalli” e “Ladro lui ladra lei” di Luigi Zampa, ma seppe anche commuovere con ruoli drammatici e di spessore come in “Un borghese piccolo piccolo” e “La grande guerra” di Mario Monicelli. (Cle – 24 feb)