Prende il via lunedì 4 marzo il primo appuntamento di “A Taste of Italy”, l’iniziativa, inserita nel programma dell’Anno della cultura italiana negli Stati Uniti, organizzato dal ministero degli Affari esteri dall’Ambasciata d’Italia a Washington e dai consolati italiani negli Usa e inaugurato lo scorso dicembre, a cura delle sette eccellenze dell’enogastronomia italiana – S.Pellegrino, Frescobaldi, Donnafugata, Masi, Berlucchi, Alma e lo chef Massimo Bottura – che porteranno negli Stati Uniti i sapori, l’arte e la magia del vivere all’italiana. Tre appuntamenti in tre importantissimi poli culturali d’America – New York, Washington e Los Angeles -saranno l’occasione per celebrare la cultura italiana della buona tavola, attraverso alcuni dei prodotti più amati ed apprezzati all’estero, interpretati dallo chef italiano che più si è distinto nel panorama dell’alta cucina internazionale. “Come to Italy with Us” è l’invito che lo chef Massimo Bottura e le 6 aziende italiane rivolgono ai propri ospiti per le tre cene organizzate nelle tre città statunitensi. Il primo dei tre appuntamenti si terrà a New York il 4 marzo presso l’Icc, International Culinary Center, e vedrà, oltre alla presenza della stampa e di personalità illustri, la partecipazione del Console d’Italia a New York, Natalia Quintavalle. Il secondo appuntamento si terrà invece a Washington D.C. il 6 marzo a Villa Firenze, residenza dell’Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti. L’ultimo degli appuntamenti sarà il 10 marzo a Los Angeles – nell’esclusivo quartiere di Bel Air – dove il console generale a Los Angeles, Giuseppe Perrone, e i signori John e Joan Hotchkis ospiteranno personalità illustri provenienti dal mondo enogastronomico, artistico e cinematografico. “L’Anno della cultura italiana negli Stati Uniti è un viaggio emozionante alla scoperta della bellezza e della creatività. L’enogastronomia non poteva mancare”, spiega l’Ambasciatore Bisogniero, che aggiunge: “la nostra cucina è espressione di sapori e saperi, gusti e ricordi, abitudini antiche e contaminazioni sperimentali. Chi ha gusto per la cultura ha la cultura del gusto”.
(1 mar -Red)