“Bersani ha più volte preso le distanze dalle idee e dalle proposte del Movimento Cinque Stelle ed è giusto che Grillo non voti la fiducia, bisogna mantenere una posizione intransigente per permettere al movimento di rimanere coeso. Al momento ho solo paura che qualche deputato possa farsi influenzare dai diversi partiti”. A dirlo è Michelangelo De Maio, che all’ascesa di Beppe Grillo tramite il blog dedicò una tesi di laurea in “Scienze della comunicazione pubblica e sociale” a Bologna. Era il 2008 e all’epoca nessuno – incluse le segreterie dei partiti a cui l’elaborato era stato sottoposto – gli diede retta. Oggi, con il Movimento Cinque Stelle in Parlamento la situazione si è ribaltata. “Ho iniziato a studiare l’organizzazione del blog di Beppe Grillo, come venivano trattate tematiche in maniera diversa, come fosse più attendibile di un mass media come per esempio il sito di un grande giornale, anche per numero di visualizzazioni. Tramite questo mezzo si faceva sì informazione, ma si univano anche intenti e principi di moltissime persone, che arrivavano ad avere un contatto diretto tramite le manifestazioni e le raccolte di firme. Basandomi su un’evoluzione matematica avevo ipotizzato che questo movimento sociale sarebbe potuto arrivare in Parlamento”, spiega De Maio riguardo alla scelta dell’argomento della tesi. Grillo però non è stato l’unico ad utilizzare la rete: Obama stesso, da cui il leader di M5S ha preso ispirazione, ha usato uno strumento simile per raccogliere consensi; qualche anno prima anche gli zapatisti avevano raggiunto le 80.000 segnalazioni da ogni angolo del pianeta: “Lo scopo in sé è quello di avvicinare persone lontane territorialmente grazie ad una comunione di valori e di idee” prosegue l’ex studente.
(Fla – 1 mar)