Le famiglie italiane hanno tamponato la progressiva erosione del potere d’acquisto intaccando il patrimonio, risparmiando meno e, in alcuni casi, indebitandosi: la quota di persone in famiglie che hanno ricevuto aiuti in denaro o in natura da parenti non coabitanti, amici, istituzioni o altri è passata dal 15,3% del 2010 al 18,8% del 2011 e, nei primi nove mesi del 2012 la quota delle famiglie indebitate è passata dal 2,3% al 6,5%. E’ quanto si legge nel primo “Rapporto Bes 2013 – Benessere equo e sostenibile” presentato presso l’Aula del Palazzo dei Gruppi parlamentari della Camera dal presidente del Cnel Antonio Marzano e dal presidente dell’Istat Enrico Giovannini, alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Con il perdurare della crisi, nel 2011 la situazione si è deteriorata, lo conferma l’impennata degli indicatori di deprivazione materiale; la grave deprivazione aumenta di 4,2 punti percentuali, passando dal 6,9% all’11,1%, preceduta da un incremento, nel 2010, del rischio di povertà (calcolato sul reddito 2010) nel Centro (dal 13,6% al 15,1%) e nel Mezzogiorno (dal 31% al 34,5%) e da un aumento della disuguaglianza del reddito (il rapporto tra il reddito posseduto dal 20% più ricco della popolazione e il 20% più povero dal 5,2 sale al 5,6). (Caf – 11 mar)