Esportare nelle università del Mezzogiorno le migliore pratiche della didattica e della ricerca internazionale, grazie a docenti e ricercatori che a partire da questa primavera si trasferiranno dalle loro università estere nelle università del Sud Italia: è questo l’obiettivo dell’iniziativa “Messaggeri della Conoscenza”, presentata questa mattina a Roma, presso il Ministero dell’Istruzione di viale Trastevere. Si tratta di un programma di studio rivolto alle università delle Regioni della Convergenza: Campania, Calabra, Puglia, Sicilia. Tra gli atenei coinvolti grande rilevanza hanno avuto le università campane, con la Federico II di Napoli (soprattutto per ingegneria dei trasporti e scienze fisiche) e l’Università degli studi di Salerno (in particolare i dipartimenti di matematica, medicina e chirurgia, scienze del patrimonio culturale). I progetti e i docenti/ricercatori approvati sono stati 113 su 350. Di questi la maggior parte arriveranno dagli Stati Uniti d’America, dal Regno Unito, dalla Francia e dalla Germania. “Bisogna archiviare la figura del cervello in fuga e sostituirlo con quella del messaggero globale della conoscenza – ha spiegato il Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, nel corso della conferenza stampa -. Sembra una banalità ma il risultato del bando, in termini di numeri e di qualità, dimostra che questa operazione fatta al sud, che è il driver della ripresa di questo paese, ha cambiato le modalità tradizionali di fare ricerca”. “Si tratta di una operazione non di quelle epocali, tipo il rientro dei cervelli, che appartiene a un altro mondo – ha commentato invece il Ministro della Coesione Territoriale Frabrizio Barca -. Il punto è di trovare interessante impegnarsi in Italia, ancora di più di trovare interessante impegnarsi al sud Italia, che nei peggiori clichè è un luogo da cui scappare”. (Red – 28 mar)
