(3 apr) – Il 71,7% delle famiglie italiane è proprietaria della casa in cui abita, il 18,54% risiede in affitto, il 9,72% usufruisce gratuitamente dell’alloggio (case di proprietà di figli, genitori o altri parenti del capofamiglia). Quella di chi vive in affitto è una percentuale decisamente inferiore alla media europea. Percentuali ancora più basse sono rilevate solo in altri Paesi mediterranei (Cipro e Spagna) e in molti dei Paesi in transizione dell’Est europeo (Estonia, Lettonia, Lituania, Ungheria, Polonia, Repubblica Slovacca e Slovenia), che dopo la caduta dei regimi comunisti hanno conosciuto un periodo di privatizzazione di massa e restituzione dello stock abitativo pubblico. Dei Paesi dell’Europa continentale e del Nord, solo l’Islanda mostra una percentuale di affittuari inferiore a quella italiana. La riduzione della propensione all’affitto è stata molto forte nel corso degli anni ’80, per poi rallentare decisamente nel periodo successivo. Verosimilmente negli anni ’80 si sono manifestati gli effetti del provvedimento legislativo che nel 1978 ha introdotto l’equo canone: i vincoli imposti dalla legge all’ammontare degli affitti hanno spinto i locatori a ritirare dal mercato i propri immobili, contraendo così l’offerta di abitazioni in affitto e introducendo un incentivo implicito all’acquisto della casa.
Fonte:
http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/E5EDA992-46B6-4C13-BB1F-C49088C06A80/0/QRS22_casa.pdf