Il totale del gettito fiscale generato dal calcio professionistico italiano è di 1.069,8 milioni di euro. Il contributo fiscale e previdenziale aggregato ha raggiunto nel 2010 i 903,7 milioni di euro, evidenziando una crescita continua nell’ultimo quinquennio e un incremento del 30% rispetto al 2006 (anno nel quale la contribuzione complessiva non superava i 693 milioni di euro). A questo va aggiunto il gettito indiretto prodotto attraverso le scommesse effettuate sul calcio per un valore di 166,1 milioni di euro. E’ quanto si evince dal “Report” annuale sul calcio italiano elaborato dal centro studi Figc, in collaborazione con l’Arel, presentato oggi. Osservando la composizione del gettito totale, emerge come nel 2010 oltre la metà del dato complessivo derivi dalle ritenute su lavoro dipendente e autonomo (per un ammontare pari a 553,9 milioni di euro). Le ritenute risultano in crescita di quasi 50 milioni tra il 2008 e il 2010 e di più di 150 milioni rispetto al 2006. Circa il 19% del gettito deriva dall’Iva, la quale dopo essere cresciuta da 183,4 a 207,8 milioni tra il 2006 e il 2008 si è invece negli anni successivi sostanzialmente stabilizzata (206,3 milioni nel 2010). Il 9% del gettito deriva dai contributi Enpals (92,5 milioni), mentre quote più limitate sono rappresentate dall’Irap e dell’Ires, il cui peso rispettivo è stabilmente del 4% e dell’1%. Infine, il gettito erariale derivante dalle scommesse sul calcio si posiziona intorno al 16% (166,1 milioni nel 2010). (Pap – 4 apr)