Il 24% degli italiani esprime oggi fiducia nel nuovo Parlamento uscito dalle urne: un dato ancora molto basso, ma superiore di ben 15 punti percentuali rispetto a quel 9% rilevato nel dicembre scorso dal Barometro Politico dell’Istituto Demopolis. Se le Camere – dopo il crollo negli ultimi tre anni – sembrano riconquistare, almeno parzialmente, l’apprezzamento dei cittadini, resta invece ai minimi storici la fiducia degli italiani nei partiti: era al 3% in dicembre, si attesta al 5% oggi. Nella percezione dell’opinione pubblica, l’attuale Parlamento insediatosi tre settimane fa appare rinnovato rispetto al passato: ne sono convinti oltre 4 cittadini su dieci intervistati per la trasmissione Otto e Mezzo (La7) dall’Istituto Demopolis. Che cosa c’è di diverso nelle nuove Camere secondo gli italiani? Per circa i due terzi è importante l’avvenuto ricambio di oltre il 60% degli eletti rispetto alla precedente legislatura. Ma incidono positivamente anche la maggior presenza di giovani e il numero nettamente superiore di donne che siedono oggi a Montecitorio e a Palazzo Madama. Un segno di rinnovamento rappresenta anche, per i cittadini, la scelta di Laura Boldrini e Piero Grasso alla guida dei due rami del Parlamento. Un terzo degli intervistati ha apprezzato anche la scelta simbolica dei neo Presidenti di diminuire la propria indennità e di avviare alcuni primi interventi per la riduzione dei costi delle Camere. Mentre a 40 giorni dalle elezioni i partiti non appaiono in grado di determinare la nascita di un Esecutivo, cresce tra i cittadini il timore che anche il nuovo Parlamento possa restare paralizzato: il 67% degli italiani, intervistati dall’Istituto diretto da Pietro Vento, ritiene che le Commissioni Parlamentari dovrebbero al più presto essere costituite ed iniziare a lavorare, anche prima che si formi il nuovo Governo. Senza lasciarsi bloccare dalle complesse alchimie che saranno necessarie per dar vita al nuovo Esecutivo. (Red – 5 apr)