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Papa Francesco si racconta a Rubin e Ambrogetti

it@withub.it by it@withub.it
19 Aprile 2013
in Archivio speciali - Libri
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PAPA FRANCESCO SI RACCONTA A RUBIN E AMBROGETTI

Il 13 marzo 2013 il cardinale Jorge Mario Bergoglio è stato eletto successore di Joseph Ratzinger al soglio di Pietro, con il nome di Francesco. Questo libro, “Papa Francesco. Il nuovo papa si racconta. Conversazione con Sergio Rubin e Francesca Ambrogetti” (Salani, pp. 190, 12,90 euro) è la testimonianza diretta, unica e personalissima del nuovo Papa sugli avvenimenti che hanno segnato la sua vita. In queste pagine, con parole semplici e ispirate, Jorge Bergoglio racconta ai giornalisti Sergio Rubin e Francesca Ambrogetti l’arrivo della sua famiglia al porto di Buenos Aires nel 1929, gli eventi che hanno accompagnato la sua nascita e la sua infanzia, la grave polmonite che minò il suo fisico ma che allo stesso tempo portò alla luce i primi segni della sua vocazione religiosa. In queste conversazioni, svolte nell’arco di tre anni, papa Francesco ricorda l’età del seminario, la sua esperienza di docente di psicologia e letteratura, il dramma della dittatura in Argentina, il suo lavoro tenace e appassionato che Giovanni Paolo II riconobbe e consacrò con la nomina a cardinale. Ma soprattutto, da questo libro emerge la personalità più profonda e autentica del nuovo pontefice: sincero e mite. Papa Francesco illustra il suo pensiero con la lucidità e la schiettezza che lo hanno caratterizzato sin dall’inizio, affrontando i temi più caldi: l’esperienza della preghiera, il dialogo interreligioso, il valore della povertà, dell’umiltà e del perdono, il lavoro pastorale della Chiesa fino agli scandali e alla volontà di rinnovamento che animano oggi l’intera comunità cattolica nel mondo. (Sip)

STORIE E AVVENTURE IN “PEPYS ROAD”

Pepys Road è una strada di Londra popolare e trendy, ambita dalle nuove classi dirigenti e dai nuovi ricchi. È così che nelle sue case convivono esponenti di tutte le fasce sociali. Come Petunia Howe, un’arzilla vecchietta di 82 anni che lì vive da quando è nata e non intende rinunciare alla sua indipendenza. O come i Kamal, una famiglia di pachistani proprietaria del negozio all’angolo, teatro di una guerra tra integrazione e tradizione. Poi c’è il prodigio del calcio mondiale, il giovane e già viziatissimo Freddy Kano, appena trasferitosi dal Senegal a uno dei più lussuosi appartamenti di Pepys Road. C’è Roger Yount, che a quarant’anni può considerarsi un privilegiato: lavora ai piani alti della City, un bel matrimonio e due splendidi bambini. Il superbonus di fine anno su cui conta può sembrare un generoso eccesso, ma con le seconde case, le bambinaie e costosi fine settimana, per Roger comincia ad essere quasi una necessità. Ma attorno a Pepys Road gravitano anche Quentina, un’immigrata clandestina dallo Zimbabwe che fa l’ausiliaria del traffico e ha escogitato un sistema non proprio lecito per arrotondare lo stipendio. E Smitty, un mascalzone e artista concettuale che ama le provocazioni. Che cosa hanno in comune? Per tutti Pepys Road è la strada dove vivono o lavorano e una possibilità di una vita migliore. “Pepys Road” (Mondadori, pp. 495, 20 euro, traduzione di N. Gobetti) è il nuovo, realistico, romanzo di John Lanchester. (Sip)

 “UN ENIGMA DEL PASSATO” DA RISOLVERE

Siamo nel 1986. E’ primavera nelle valli dell’Alto Verbano, un paese come tanti, piccolo, grazioso, raccolto, pronto ad accogliere i turisti come ogni estate. Ma questa non sarà un’estate come le altre. Non capita tutti gli anni, infatti, di fare un macabro rinvenimento come quello che conclude la conferenza del professor Maldifassi sulle streghe di Druogno. Così il commissario Norberto Melis, ospite occasionale al seguito della compagna Fiorenza, viene incaricato dai superiori di dare una mano ai locali rappresentanti della legge. Per scoprire quasi subito che, quel paesino da fiaba e i suoi decorosi e compìti abitanti, nasconde, invece, segreti, invidie, rancori, antipatie, ostilità. E che, come sempre accade, il presente affonda le proprie radici nel passato, un passato ormai lontano. Ma scavare nel passato può diventare molto pericoloso. Soprattutto quando quei giorni ormai remoti sono macchiati con il sangue. La nuova indagine del commissario Melis in “Un enigma del passato” (Bollati Boringhieri, pp. 154, 14,90 euro) di Hans Tuzzi, conferma tutti gli ingredienti che hanno fatto amare ai lettori le precedenti. Una vicenda gialla alquanto intricata che va avanti per piccole intuizioni, con un insoluto crimine commesso durante l’ultima guerra che getta la propria ombra sul delitto contemporaneo, e un complicato puzzle di identità da comporre con le tessere di vittime e carnefici. (Sip)

I CONSIGLI DI MARILYN MONROE IN “LA MATEMATICA DELLE BIONDE”

Federica Brunini racconta una storia fresca e divertente in “La matematica delle bionde” (Giunti, pp. 224, 9,90 euro). Quando ha una serata importante, Camilla Casteldani, giornalista di gossip frustrata e alla soglia dei trent’anni, indossa la sua divisa: il suo immancabile tubino nero e una collana di perle. Proprio come il suo mito Audrey Hepburn, l’icona di eleganza e di stile di cui sta scrivendo la biografia. Ma succede qualcosa di inaspettato. Invece del ritratto di Audrey che le serve per la copertina del libro, le viene recapitato quello di Marilyn Monroe. La vita di Camilla subisce un cambiamento di stile, soprattutto quando la famosa bionda inizia a parlare, a sorseggiare champagne con la sua mano guantata e a elargire consigli tutt’altro che richiesti. La giornalista, all’inizio, si indispettisce ma poi, disperata per la fine della sua storia d’amore con Chris, non può che accettare l’aiuto della famosa diva. La presenza di Marilyn ha l’effetto di un vero e proprio tornado nella sua vita: il guardaroba è tutto da rifare, trucco e colore di capelli da cambiare e l’abc per diventare sexy e conquistare un uomo al primo appuntamento tutto da rivedere. E poi, un misterioso Mr G. che appare e scompare dalla sua posta elettronica, e un ignoto cavaliere che la salva da una situazione molto imbarazzante. Riuscirà Camilla e districarsi da tutto questo e a tirar fuori la Marilyn Monroe che è in lei?. (Sip)

“IL SILENZIO INGANNEVOLE DELLA NEBBIA” DI MECHTILD BORRMANN

“Il silenzio ingannevole della nebbia” di Mechtild Borrmann ha conquistato il favore di molti lettori e si è aggiudicato uno dei più prestigiosi premi della critica tedesca. Robert, un giovane medico, cerca una risposta che non è mai riuscito a ottenere. Una risposta ad anni di impenetrabili silenzi e incomprensioni con suo padre. E’ arrivato il momento di scoprire la verità. Nel fondo di un cassetto trova una piccola scatola di legno. Al suo interno c’è un passaporto ricoperto di sangue: appartiene a Wilhelm Peters, un agente delle SS. Robert conosce questo nome: è l’uomo a cui suo padre ha rubato l’identità per fuggire dal nazismo. Insieme al passaporto c’è il ritratto di una giovane donna dagli occhi di ghiaccio. Robert non l’ha mai vista, ma sente che quella figura dal fascino misterioso conosce una verità che il padre gli ha nascosto per tutta la vita e che ora vuole scoprire a ogni costo. Seguendo la scia di un passato che non gli appartiene, Robert intraprende un viaggio per l’Europa, fino a quando riesce a trovare un nome: Therese Peters. È lei la donna della foto. È ancora viva e si è trasferita a Mallorca sotto una falsa identità per sfuggire al peso del suo oscuro passato. La verità è che Therese è una nazista che si è macchiata di orribili colpe. I suoi ricordi hanno il colore del sangue di vittime innocenti. Robert deve riuscire a trovarla: i colpevoli devono pagare per i crimini commessi e la donna è l’unica che può sciogliere i suoi dubbi. Solo lei conosce un segreto che non è mai stato rivelato. Un segreto che unisce un gruppo di amici in un vortice di tradimenti e omicidi.(Sip)

 

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